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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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UFFICIALE - Gravina lascia la FIGC: dimissioni e chiarimenti sulle polemiche, verso una nuova fase del calcio italiano

Una decisione maturata al termine di un confronto con tutte le principali componenti federali e accompagnata dalla convocazione dell’Assemblea straordinaria elettiva fissata per il 22 giugno a Roma.

UFFICIALE - Gravina lascia la FIGC: dimissioni e chiarimenti sulle polemiche, verso una nuova fase del calcio italiano
Il passo indietro è arrivato. Dopo settimane di tensioni e un dibattito sempre più acceso, Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni dalla guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio, aprendo ufficialmente una fase di transizione per il vertice del calcio italiano.

UFFICIALE - Gravina lascia la FIGC: dimissioni e chiarimenti sulle polemiche, verso una nuova fase del calcio italiano

Una decisione maturata al termine di un confronto con tutte le principali componenti federali e accompagnata dalla convocazione dell’Assemblea straordinaria elettiva fissata per il 22 giugno a Roma. Il confronto con le componenti federali L’incontro si è svolto nella sede federale e ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle principali leghe e associazioni del movimento calcistico. Gravina ha comunicato la propria scelta ai vertici delle varie componenti, tra cui Ezio Maria Simonelli per la Serie A, Paolo Bedin per la Serie B, Matteo Marani per la Lega Pro, Giancarlo Abete per la Lega Nazionale Dilettanti, oltre ai rappresentanti delle categorie professionali come Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri. La riunione ha segnato un passaggio formale ma anche simbolico: l’avvio di un percorso che porterà alla definizione di una nuova governance in tempo utile per la programmazione dei prossimi campionati professionistici. La scelta della data, sottolineano fonti federali, rispetta pienamente lo statuto e mira a garantire continuità amministrativa. Il passaggio parlamentare dell’8 aprile Prima della definitiva uscita di scena, Gravina interverrà l’8 aprile davanti alla VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati. In quella sede presenterà una relazione articolata sullo stato del calcio italiano, con un’analisi dei punti di forza e delle criticità del sistema. "Sarà l’occasione per offrire una fotografia completa del movimento", filtra dall’entourage dell’ex presidente. Un intervento atteso anche per chiarire alcune dichiarazioni recenti che avevano alimentato polemiche, in particolare sul rapporto tra sport dilettantistico e professionistico. Il nodo delle dichiarazioni sugli sport dilettantistici Proprio su questo tema Gravina ha espresso rammarico, sottolineando che le sue parole erano state interpretate in modo distorto. "Non c’era alcuna volontà di sminuire altre discipline", avrebbe spiegato durante l’incontro, chiarendo che il riferimento riguardava esclusivamente le differenze normative e organizzative tra i diversi livelli del sistema sportivo. Il punto centrale, secondo l’ex presidente, riguarda la diversa struttura giuridica e gestionale dei club professionistici rispetto a quelli dilettantistici. Una distinzione che implica regole, responsabilità e vincoli differenti, sia sul piano nazionale sia internazionale, e che incide direttamente sui modelli di governance federale. Una transizione delicata per il calcio italiano Le dimissioni segnano l’apertura di una fase di ridefinizione per la FIGC, in un momento in cui il calcio italiano è chiamato ad affrontare sfide strutturali: sostenibilità economica, riforma dei campionati, valorizzazione dei vivai e rapporto con le istituzioni. La scelta di Gravina appare quindi come un passaggio che punta a favorire un nuovo equilibrio. "Serve un clima diverso per affrontare le riforme", è la linea che emerge dalle componenti federali, consapevoli della necessità di una leadership capace di ricompattare il sistema. Verso il voto del 22 giugno L’Assemblea elettiva rappresenterà il momento decisivo. Da lì partirà il nuovo corso della federazione, con l’obiettivo di garantire stabilità e rilanciare il progetto sportivo e organizzativo del calcio italiano. Nel frattempo, l’intervento parlamentare dell’8 aprile costituirà l’ultimo atto pubblico di Gravina da protagonista istituzionale. Un passaggio che, nelle intenzioni, dovrà chiudere le polemiche e lasciare spazio a una fase nuova, più orientata alla costruzione che al confronto.
Andrea Fiorentino · Redattore