Calcio · Napoli · Serie A · Calciomercato Instagram · Facebook · X · YouTube
giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
Google News
Nazionali

Mancini e l'Italia, dal trionfo di Wembley all'addio che ha diviso il Paese: luci e ombre di un ritorno

Con il suo ritorno sempre più vicino, il dibattito si riaccende inevitabilmente: quanto pesa il ricordo dell'Europeo conquistato e quanto, invece, quello di una separazione che ha lasciato profonde fratture?

Mancini
Dal cielo di Wembley alle polemiche per l'addio alla Nazionale, il percorso di Roberto Mancini sulla panchina dell'Italia è stato un susseguirsi di esaltazione, delusioni e scelte che continuano a far discutere.

Mancini e l'Italia, dal trionfo di Wembley all'addio che ha diviso il Paese: luci e ombre di un ritorno

Con il suo ritorno sempre più vicino, il dibattito si riaccende inevitabilmente: quanto pesa il ricordo dell'Europeo conquistato e quanto, invece, quello di una separazione che ha lasciato profonde fratture? È questo il filo conduttore di questa analisi, che ripercorre i momenti più significativi dell'esperienza del tecnico marchigiano alla guida degli Azzurri. Il punto più alto resta senza dubbio l'estate del 2021. La vittoria dell'Europeo, conquistata nella finale di Wembley contro l'Inghilterra, rappresentò la rinascita della Nazionale dopo l'esclusione dal Mondiale di Russia 2018. In quel periodo l'Italia non convinse soltanto per i risultati, ma anche per l'identità di gioco costruita da Mancini, capace di restituire entusiasmo a un ambiente reduce da anni complicati. A rendere ancora più significativo quel ciclo contribuì anche la lunga serie di risultati utili consecutivi, un primato rimasto nella storia del calcio internazionale prima di essere successivamente superato dalla Spagna. L'entusiasmo, però, lasciò progressivamente spazio alle difficoltà. Il percorso verso il Mondiale di Qatar 2022 si complicò nelle battute decisive e culminò nella pesantissima eliminazione contro la Macedonia del Nord nella semifinale dei playoff disputata a Palermo nel marzo 2022. Quella sconfitta impedì all'Italia di qualificarsi alla fase finale del Mondiale per la seconda edizione consecutiva, trasformando uno dei cicli tecnici più esaltanti degli ultimi decenni in una stagione segnata da fortissime critiche. Nonostante il fallimento sportivo, la FIGC decise inizialmente di confermare la fiducia al commissario tecnico, affidandogli il progetto di rilancio della Nazionale. La separazione arrivò invece nell'agosto del 2023, quando Mancini rassegnò le proprie dimissioni. Nei giorni successivi, la vicenda fu accompagnata da diverse ricostruzioni sulle motivazioni della scelta, mentre emerse rapidamente il suo imminente approdo sulla panchina dell'Arabia Saudita, destinazione che avrebbe aperto una nuova fase della sua carriera. Proprio le modalità dell'addio sono rimaste l'aspetto più controverso della vicenda. Una parte della tifoseria e numerosi osservatori hanno interpretato quella decisione come una frattura difficilmente ricomponibile con il mondo azzurro. Tra le voci critiche riportate da SportMediaset figura anche quella di Fabio Capello, che ha espresso perplessità sull'ipotesi di un nuovo incarico per Mancini, sottolineando come il rapporto di fiducia tra il tecnico e l'ambiente della Nazionale sia stato inevitabilmente compromesso dagli eventi che hanno accompagnato la sua uscita. Il calcio, tuttavia, ha spesso dimostrato di saper riscrivere le proprie storie. Se da una parte resta indelebile il ricordo dell'Europeo conquistato a Wembley, dall'altra permane il peso di un addio che continua a dividere opinione pubblica e addetti ai lavori. È proprio questo dualismo a rendere la figura di Roberto Mancini una delle più discusse del calcio italiano contemporaneo: l'allenatore che ha riportato l'Italia sul tetto d'Europa, ma anche il protagonista di una separazione destinata a lasciare un segno profondo nella memoria collettiva.
Andrea Fiorentino · Redattore