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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Nazionali

Caos Nazionale, il retroscena dello scontro Malagò-Maldini: dalla suggestione Guardiola alla rottura sul nome di Pirlo

Una distanza che, secondo la ricostruzione de La Repubblica, avrebbe fatto emergere dubbi sulla coerenza della linea tecnica indicata per il rilancio della Nazionale.

Caos Nazionale, il retroscena dello scontro Malagò-Maldini: dalla suggestione Guardiola alla rottura sul nome di Pirlo
La crisi della Nazionale italiana si arricchisce di un nuovo capitolo. Dietro il ribaltone che ha portato alle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo ci sarebbe stato uno scontro profondo sul metodo decisionale e sulla gestione della scelta del nuovo commissario tecnico.

Caos Nazionale, il retroscena dello scontro Malagò-Maldini: dalla suggestione Guardiola alla rottura sul nome di Pirlo

A ricostruire il retroscena è La Repubblica, attraverso l'analisi di Silvia Scotti, che individua un momento preciso in cui il rapporto tra le parti sarebbe arrivato al punto di rottura. Secondo quanto riportato dal quotidiano, la frattura sarebbe maturata quando Giovanni Malagò avrebbe deciso di assumersi direttamente la responsabilità della scelta dell'allenatore. Il presidente della FIGC, dopo giorni di confronti e valutazioni, avrebbe manifestato la propria contrarietà rispetto alla candidatura di Andrea Pirlo, ritenendola una soluzione distante dal progetto iniziale. Il nodo centrale della discussione sarebbe stato proprio il percorso seguito dalla Federazione: dall'idea iniziale di un profilo internazionale come Pep Guardiola alla proposta successiva di Pirlo. Una distanza che, secondo la ricostruzione de La Repubblica, avrebbe fatto emergere dubbi sulla coerenza della linea tecnica indicata per il rilancio della Nazionale. Il tema dell'autonomia concessa alla nuova struttura dirigenziale sarebbe diventato quindi il vero terreno dello scontro. Maldini e Leonardo avrebbero percepito un ridimensionamento del proprio ruolo rispetto alle garanzie ricevute al momento dell'ingresso nel progetto federale, mentre Malagò avrebbe ritenuto necessario intervenire direttamente per evitare una scelta considerata non convincente. La vicenda Pirlo, dunque, avrebbe rappresentato soltanto l'ultimo elemento di una tensione più ampia. La candidatura dell'ex centrocampista azzurro, inizialmente emersa come alternativa dopo il mancato accordo con altri grandi nomi, non avrebbe trovato il consenso unanime all'interno della nuova governance federale. Il progetto nato appena sedici giorni prima con Maldini e Leonardo si è così rapidamente interrotto, lasciando la FIGC davanti alla necessità di ricostruire nuovamente l'organigramma tecnico. La Federazione si è trovata a dover ripartire da zero, cercando un commissario tecnico capace di garantire credibilità, esperienza e una direzione chiara. Il paradosso della vicenda è che la discussione non ha riguardato soltanto il nome dell'allenatore, ma soprattutto il modello di gestione della Nazionale. Da una parte la richiesta di autonomia tecnica, dall'altra la volontà del presidente federale di assumersi la responsabilità finale delle scelte strategiche. Ora l'Italia è chiamata a voltare pagina dopo settimane caratterizzate da continui cambi di scenario. La scelta di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico e il possibile arrivo di Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico rappresentano il tentativo di restituire stabilità a un ambiente che, dopo appena pochi giorni, ha vissuto una delle crisi istituzionali più delicate degli ultimi anni.  
Andrea Fiorentino · Redattore