Italia, Mancini torna in azzurro: Malagò lo annuncia ufficialmente, Ranieri sarà il nuovo direttore tecnico
Il ritorno del Mancio riporta inevitabilmente alla memoria il suo primo ciclo. Arrivato dopo il trauma della mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018, Mancini riuscì a ricostruire entusiasmo e identità attorno alla Nazionale. Il punto più alto fu naturalmente l’Europeo del 2021…
Roberto Mancini è ufficialmente il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. L’annuncio è arrivato direttamente da Giovanni Malagò al termine del Consiglio Federale della FIGC, prima in conferenza stampa e poi attraverso i canali ufficiali della Federazione. Per il tecnico marchigiano si tratta di un ritorno sulla panchina azzurra a tre anni dalle dimissioni che avevano chiuso il suo primo ciclo.
Italia, Mancini torna in azzurro: Malagò lo annuncia ufficialmente, Ranieri sarà il nuovo direttore tecnico
"È la migliore scelta possibile", ha dichiarato Malagò, sottolineando anche la disponibilità economica mostrata da Mancini rispetto alle esigenze del budget federale. Il presidente della FIGC ha inoltre spiegato di aver valutato attentamente quanto accaduto nel 2023: "Ho fatto tutte le valutazioni possibili, ma so che si è scusato". Parole che certificano la volontà della Federazione di chiudere definitivamente le ferite del passato e ripartire da un allenatore che resta l’ultimo capace di portare un trofeo alla Nazionale maggiore.
Accanto a Mancini prenderà forma anche il nuovo Club Italia. Claudio Ranieri ha accettato l’incarico di direttore tecnico e sarà presentato insieme al nuovo CT mercoledì 29 luglio alle ore 18. Malagò ha confermato l’accordo con l’ex allenatore della Roma, mentre ha escluso contatti con Giorgio Chiellini, ricordando come l’ex capitano azzurro sia attualmente sotto contratto con la Juventus.
Per quanto riguarda lo staff tecnico, secondo quanto riportato da SportMediaset potrebbero entrare nel gruppo di lavoro Leonardo Bonucci, Antonio Gagliardi, Massimo Maccarone e Marco Roccati come preparatore dei portieri. Un mix di esperienza internazionale e conoscenza dell’ambiente azzurro che dovrebbe accompagnare Mancini nel nuovo corso della Nazionale.
Il ritorno del Mancio riporta inevitabilmente alla memoria il suo primo ciclo. Arrivato dopo il trauma della mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018, Mancini riuscì a ricostruire entusiasmo e identità attorno alla Nazionale. Il punto più alto fu naturalmente l’Europeo del 2021, conquistato a Wembley contro l’Inghilterra al termine di un torneo che riportò l’Italia sul tetto d’Europa.
Quel gruppo non conquistò soltanto un titolo: costruì anche una straordinaria serie di 37 risultati utili consecutivi, record poi superato dalla Spagna. In quei mesi Mancini venne considerato l’uomo della rinascita azzurra, capace di trasformare una Nazionale ferita in una squadra riconoscibile per gioco, personalità e spirito collettivo.
L’incantesimo si spezzò però nel marzo 2022. La sconfitta contro la Macedonia del Nord nella semifinale dei playoff mondiali disputata a Palermo condannò l’Italia alla seconda esclusione consecutiva dalla Coppa del Mondo. Una delle pagine più dolorose della storia recente del calcio italiano, che incrinò profondamente il rapporto tra il tecnico e una parte dell’opinione pubblica.
Nonostante quel fallimento, la FIGC decise inizialmente di confermare la fiducia a Mancini. La vera rottura arrivò nell’agosto 2023, quando il commissario tecnico rassegnò le dimissioni e poco dopo accettò la proposta dell’Arabia Saudita. Fu proprio quella scelta ad alimentare le polemiche più forti, con molti tifosi e addetti ai lavori che interpretarono l’addio come una frattura improvvisa e difficile da comprendere.
Le perplessità non sono scomparse nemmeno oggi. Tra le voci critiche c’è anche quella di Fabio Capello, che ha espresso dubbi sull’opportunità di riaffidare la Nazionale a Mancini, soprattutto alla luce delle modalità con cui si concluse la precedente esperienza.
Malagò, però, ha scelto di guardare oltre le polemiche. "Paolo Maldini e Leonardo sono stati schietti, sinceri e onesti, e ci siamo lasciati senza polemiche", ha aggiunto il presidente federale parlando della recente crisi dirigenziale che aveva preceduto la nomina del nuovo CT. Un passaggio che evidenzia la volontà della FIGC di chiudere una fase estremamente turbolenta e aprirne una nuova.
Il secondo ciclo di Roberto Mancini parte dunque con una missione precisa: riportare stabilità, risultati e credibilità alla Nazionale italiana. L’Europeo vinto a Wembley resta un’eredità pesantissima, ma anche il principale motivo per cui la Federazione ha deciso di affidargli ancora una volta il futuro degli Azzurri.
AF
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