Nazionale italiana, Conte torna in pole: disponibilità già dopo Mancini e tensioni a Napoli
Dopo le difficoltà dell’Italia e l’uscita di scena sempre più probabile di Gennaro Gattuso, la Federazione Italiana Giuoco Calcio valuta con attenzione le candidature di Antonio Conte e Massimiliano Allegri, considerate al momento le più autorevoli per guidare la Nazionale nella fase di…
Il futuro della panchina azzurra continua a ruotare attorno a due profili di grande esperienza. Dopo le difficoltà dell’Italia e l’uscita di scena sempre più probabile di Gennaro Gattuso, la Federazione Italiana Giuoco Calcio valuta con attenzione le candidature di Antonio Conte e Massimiliano Allegri, considerate al momento le più autorevoli per guidare la Nazionale nella fase di ricostruzione.
Nazionale italiana, Conte torna in pole: disponibilità già dopo Mancini e tensioni a Napoli
Secondo le ricostruzioni emerse, Conte avrebbe già manifestato in passato la propria disponibilità a sedersi nuovamente sulla panchina dell’Italia, subito dopo la fine del ciclo di Roberto Mancini. Un segnale che oggi torna d’attualità, anche alla luce delle dinamiche interne al suo attuale club.
Conte, il ritorno che prende forma
Il profilo di Conte viene associato a un commissario tecnico fortemente orientato al lavoro quotidiano, alla cura dei dettagli e alla costruzione di un’identità tattica precisa. Il suo precedente biennio alla guida della Nazionale, tra il 2014 e il 2016, resta un riferimento per intensità e compattezza del gruppo.
"Allenare l’Italia è un’esperienza unica", ha più volte lasciato intendere il tecnico nel corso degli anni, mantenendo aperta la porta a un possibile ritorno. Oggi questa ipotesi riemerge anche in relazione ai rapporti non semplici con il presidente Aurelio De Laurentiis, emersi nel secondo anno della sua esperienza al SSC Napoli.
Le tensioni, unite alla disponibilità già manifestata in passato, rendono la candidatura di Conte una delle più concrete per il dopo-Gattuso.
Allegri, il selezionatore della tradizione
Sul fronte opposto resta forte la posizione di Allegri, considerato da molti il profilo più vicino alla figura classica del selezionatore. Il tecnico livornese viene apprezzato per la capacità di gestire cicli brevi e ottenere risultati immediati, qualità ritenute fondamentali in un momento in cui l’Italia ha bisogno soprattutto di stabilità.
"È tempo di pragmatismo", è il ragionamento che accompagna la sua candidatura. Le critiche legate allo stile di gioco passano in secondo piano rispetto alla necessità di tornare competitivi e interrompere una serie negativa che pesa sull’immagine del calcio italiano.
Due visioni, un obiettivo comune
Conte e Allegri rappresentano approcci differenti ma convergenti nell’obiettivo. Il primo incarna l’idea del commissario tecnico “di campo”, orientato alla costruzione intensiva della squadra. Il secondo quella del gestore esperto, capace di adattarsi rapidamente al materiale umano a disposizione.
Entrambi, inoltre, non hanno mai nascosto il fascino esercitato dalla panchina azzurra. "La Nazionale è il traguardo più alto", è una convinzione condivisa che rende credibile la loro disponibilità.
La decisione legata ai tempi federali
La scelta finale dipenderà anche dalla nuova governance federale, che entrerà in carica dopo le elezioni del 22 giugno. Nel frattempo, il quadro resta fluido e legato anche alle situazioni contrattuali dei tecnici coinvolti.
Il ritorno di Conte, già sfiorato dopo l’era Mancini, torna dunque al centro del dibattito. Una candidatura che
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