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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Mondiali, nel 2030 a 64 squadre? Cresce la tensione: 128 partite e calendario sempre più congestionato, i club lanciano l'allarme

L'estensione del torneo comporterebbe infatti una finestra internazionale ancora più ampia, comprimendo ulteriormente i tempi tra la conclusione della stagione per club e l'inizio del Mondiale.

infantino presidente fifa
L'ipotesi di un Mondiale a 64 squadre per l'edizione del 2030 continua a prendere forma e, mentre diverse federazioni guardano con favore all'ampliamento del torneo, aumenta la preoccupazione dei club per un calendario che rischia di diventare ancora più fitto.

Mondiali, nel 2030 a 64 squadre? Cresce la tensione: 128 partite e calendario sempre più congestionato, i club lanciano l'allarme

La proposta è da tempo sul tavolo della FIFA guidata da Gianni Infantino e, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, avrebbe conseguenze profonde sull'organizzazione della stagione calcistica internazionale.

Dopo il passaggio da 32 a 48 nazionali introdotto nell'ultima Coppa del Mondo disputata tra Stati Uniti, Messico e Canada, la FIFA starebbe valutando un ulteriore salto fino a 64 partecipanti. Un cambiamento che farebbe lievitare il numero complessivo delle gare da 104 a 128 e allungherebbe la durata della competizione fino a 44 giorni, cinque in più rispetto all'ultimo torneo iridato.

Se da un lato molte confederazioni vedono positivamente un allargamento che garantirebbe maggiore rappresentanza, dall'altro i club temono un ulteriore sovraccarico per i propri calciatori. L'estensione del torneo comporterebbe infatti una finestra internazionale ancora più ampia, comprimendo ulteriormente i tempi tra la conclusione della stagione per club e l'inizio del Mondiale. Secondo la ricostruzione de Il Fatto Quotidiano, la FIFA ha già fissato il periodo della manifestazione dall'8 giugno al 21 luglio 2030. Con un format a 64 squadre, la gara inaugurale potrebbe essere anticipata ulteriormente, avvicinandosi alla finale della Champions League e riducendo al minimo il tempo a disposizione dei giocatori per recuperare prima di raggiungere le rispettive nazionali.

Dal punto di vista sportivo cambierebbe anche la formula. Le 64 selezioni verrebbero suddivise in 16 gironi da quattro squadre, con qualificazione diretta delle prime due classificate alla fase a eliminazione diretta. Verrebbe così eliminato il sistema delle migliori terze, mentre i sedicesimi di finale diventerebbero uno snodo stabile del torneo.

Le preoccupazioni delle società non riguardano soltanto il Mondiale del 2030. L'estate precedente ospiterà infatti la seconda edizione del nuovo Mondiale per Club, competizione che potrebbe anch'essa essere ampliata fino a 48 partecipanti. Una prospettiva che rischierebbe di spostare sempre più avanti la conclusione delle stagioni nazionali e di comprimere ulteriormente il calendario internazionale. A rendere ancora più delicata la situazione contribuiscono anche i rapporti non sempre distesi tra FIFA e UEFA. In questo contesto, qualsiasi modifica del calendario internazionale rischia di alimentare nuove tensioni istituzionali, soprattutto considerando l'impatto che un torneo così esteso avrebbe sulle competizioni europee. Anche la data della finale rappresenta un elemento di discussione. L'ultimo atto del Mondiale è previsto il 21 luglio, con il Santiago Bernabéu indicato tra gli stadi candidati a ospitare la sfida decisiva, anche se il Marocco continua a promuovere la candidatura del nuovo impianto di Casablanca. Una conclusione così avanzata significherebbe che molti giocatori rientrerebbero nei rispettivi club quando i ritiri estivi sarebbero già iniziati. A tutto questo si aggiunge il diritto alle ferie previsto per i calciatori. Chi dovesse disputare la finale mondiale potrebbe tornare a disposizione della propria squadra soltanto dopo il periodo minimo di riposo, ritrovandosi a preparare la nuova stagione con pochissimi giorni di allenamento prima dell'inizio dei campionati. Per il momento la FIFA non ha ufficializzato il nuovo format, ma il dibattito resta aperto. Mentre l'organismo internazionale valuta l'ampliamento della competizione sulla scia del successo del torneo a 48 squadre, club e leghe europee osservano con crescente apprensione un calendario che rischia di lasciare sempre meno spazio al recupero fisico degli atleti e alla programmazione delle stagioni.
Andrea Fiorentino · Redattore