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Mondiali 2026, l’Iran si ritira dal torneo: tensioni geopolitiche travolgono il calcio

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino aveva ribadito nelle ultime ore che il calcio dovrebbe rappresentare un momento di incontro anche nei periodi più complessi, ma...

Mondiali 2026, l’Iran si ritira dal torneo: tensioni geopolitiche travolgono il calcio
Il calcio mondiale si trova improvvisamente davanti a uno scenario inatteso. L’Iran national football team ha annunciato che non prenderà parte ai prossimi Mondiali del 2026, il torneo organizzato congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada. LEGGI ANCHE: Mondiali 2026, incontro Infantino-Trump alla Casa Bianca: “L’Iran è il benvenuto negli Stati Uniti”

Mondiali 2026, l’Iran si ritira dal torneo: tensioni geopolitiche travolgono il calcio

Una decisione maturata nel pieno delle tensioni internazionali che nelle ultime settimane hanno coinvolto il Medio Oriente e che ora finiscono per travolgere anche lo sport più seguito al mondo.

L’annuncio del governo iraniano

A confermare ufficialmente il ritiro è stato il ministro dello sport iraniano, Ahmad Donjamali, intervenuto in televisione con parole durissime nei confronti degli Stati Uniti. "Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali", ha dichiarato il ministro, facendo riferimento alla morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei. Donjamali ha inoltre accusato Washington di aver adottato "misure ostili e malvagie contro l’Iran", sostenendo che negli ultimi mesi il Paese sia stato coinvolto in due conflitti che avrebbero causato migliaia di vittime tra la popolazione civile. In questo contesto, secondo il governo iraniano, non esisterebbero le condizioni politiche e diplomatiche per prendere parte alla competizione.

Il tentativo di mediazione prima della decisione

La scelta arriva nonostante i tentativi di mantenere il torneo separato dalle tensioni internazionali. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, aveva infatti ribadito nelle ultime ore che il calcio dovrebbe rappresentare un momento di incontro anche nei periodi più complessi. Secondo quanto riferito da Infantino, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva garantito che la nazionale iraniana sarebbe stata accolta senza ostacoli negli Stati Uniti durante la competizione. "Un evento come la Coppa del Mondo serve più che mai a unire le persone", aveva spiegato il numero uno della FIFA, auspicando che la partecipazione dell’Iran potesse diventare un segnale di dialogo sportivo. L’annuncio del ritiro ha però chiuso ogni spiraglio. Il calendario dell’Iran ai Mondiali 2026 La rinuncia assume un peso ancora maggiore considerando che la nazionale iraniana aveva già un percorso definito all’interno del torneo. Inserita nel gruppo G, la squadra avrebbe dovuto affrontare: la New Zealand national football team il 15 giugno la Belgium national football team il 21 giugno la Egypt national football team il 26 giugno Le partite erano programmate negli Stati Uniti, tra il SoFi Stadium di Inglewood, nell’area di Los Angeles, e il Lumen Field di Seattle. Una situazione che, alla luce della crisi diplomatica in corso, ha probabilmente pesato in modo decisivo nella scelta finale. Le conseguenze per il torneo Il ritiro dell’Iran apre ora diversi interrogativi per la FIFA e per l’organizzazione del torneo. La federazione internazionale dovrà infatti stabilire come gestire il posto lasciato libero dalla nazionale asiatica: tra le ipotesi possibili figurano il ripescaggio di un’altra squadra o una revisione della composizione dei gironi.
Andrea Fiorentino · Redattore