Mondiali 2026, la FIFA rassicura: “Il torneo si giocherà regolarmente nonostante le tensioni internazionali”
Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, l’Iran avrebbe espresso la propria contrarietà all’idea di disputare partite sul territorio statunitense. Una posizione che potrebbe aprire un fronte diplomatico non semplice da gestire per la FIFA e per gli organizzatori del torneo.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno alimentando interrogativi anche nel mondo dello sport globale. Con l’avvicinarsi della Coppa del Mondo, qualcuno si chiede se il conflitto possa avere ripercussioni sull’organizzazione del torneo.
Mondiali 2026, la FIFA rassicura: “Il torneo si giocherà regolarmente nonostante le tensioni internazionali”
Dalla FIFA, tuttavia, arriva un messaggio chiaro: i FIFA World Cup 2026 non sono in discussione e si disputeranno regolarmente.
La competizione, in programma tra giugno e luglio del 2026, sarà ospitata per la prima volta da tre Paesi: United States, Mexico e Canada.
La posizione ufficiale della FIFA
A fare chiarezza è stato Hermo Schirgi, direttore operativo del torneo, intervenuto durante una conferenza a Dallas.
Il dirigente ha spiegato che l’organizzazione sta seguendo con attenzione l’evolversi dello scenario internazionale, ma non esiste alcuna ipotesi concreta di rinvio o cancellazione del torneo.
"Il Mondiale è un evento troppo grande e naturalmente andrà avanti", ha dichiarato. "La situazione globale è in continua evoluzione e la stiamo monitorando ogni giorno, lavorando con i nostri partner per trovare le soluzioni più appropriate."
Secondo la FIFA, i preparativi sono ormai nella fase finale e l’obiettivo resta quello di garantire la partecipazione di tutte le nazionali qualificate.
"Speriamo che tutte le squadre che hanno conquistato l’accesso alla competizione possano essere presenti."
Il nodo Iran e le possibili difficoltà diplomatiche
Tra le situazioni più delicate c’è quella che riguarda l’Iran national football team. Le tensioni politiche con gli Stati Uniti potrebbero infatti rendere complessa la partecipazione della selezione iraniana alla fase finale del torneo.
Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, l’Iran avrebbe espresso la propria contrarietà all’idea di disputare partite sul territorio statunitense. Una posizione che potrebbe aprire un fronte diplomatico non semplice da gestire per la FIFA e per gli organizzatori del torneo.
Al momento, tuttavia, non esistono decisioni ufficiali che mettano in discussione la presenza della nazionale asiatica.
Il Mondiale come occasione di dialogo
Nonostante le tensioni internazionali, la FIFA continua a presentare la Coppa del Mondo come un evento capace di superare le divisioni politiche.
Schirgi ha sottolineato come la manifestazione rappresenti tradizionalmente un momento di incontro tra culture e popoli diversi.
"Sarà qualcosa di molto speciale. Il Mondiale è un evento globale che riunisce Paesi e tifosi da ogni parte del mondo."
Una dimensione già vista nelle ultime edizioni della competizione, dalla 2018 FIFA World Cup organizzata in Russia fino alla 2022 FIFA World Cup disputata in Qatar.
"In un periodo storico complesso come quello che stiamo vivendo", ha aggiunto il dirigente FIFA, "il Mondiale può diventare una grande opportunità per unire le persone."
Un torneo storico per dimensioni e organizzazione
La Coppa del Mondo del 2026 rappresenterà una svolta nella storia della competizione. Sarà infatti la prima edizione con un formato allargato, che coinvolgerà un numero maggiore di nazionali e un territorio vastissimo distribuito tra tre Paesi nordamericani.
Proprio questa dimensione globale, secondo la FIFA, rende il torneo praticamente impossibile da fermare.
Con stadi, infrastrutture e logistica ormai pronti per accogliere milioni di tifosi, l’organizzazione continua a procedere secondo il calendario previsto.
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