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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Nazionali

Mondiale 2026, Iran e Iraq tra incertezze e viaggi straordinari

Mentre il countdown verso il FIFA World Cup 2026 si fa sempre più serrato, due nazionali asiatiche vivono giornate di tensione e organizzazione straordinaria: Iran e Iraq.

Mondiale 2026, Iran e Iraq tra incertezze e viaggi straordinari
Mentre il countdown verso il FIFA World Cup 2026 si fa sempre più serrato, due nazionali asiatiche vivono giornate di tensione e organizzazione straordinaria: Iran e Iraq.

Mondiale 2026, Iran e Iraq tra incertezze e viaggi straordinari

La qualificazione sul campo per l’Iran è già stata conquistata, ma la situazione geopolitica alimenta dubbi sulla partecipazione, mentre l’Iraq deve affrontare ostacoli logistici per disputare lo spareggio intercontinentale. Iran: qualificata ma sotto i riflettori della politica L’Iran ha conquistato il passaggio al Mondiale sul campo, ma l’escalation di tensioni militari in Medio Oriente ha sollevato interrogativi sulla sua effettiva partecipazione. Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno provocato risposte missilistiche e droni iraniani contro varie nazioni della regione. Il presidente americano Donald Trump si era espresso così: "Non credo proprio che sia opportuno che l’Iran sia al Mondiale, per la loro stessa vita e sicurezza". Una presa di posizione che ha sollevato critiche per l’ingerenza politica nello sport. La risposta della federcalcio iraniana è stata netta: "Nessuno può escluderci. Decide la Fifa, non un singolo Paese. Ci siamo qualificati sul campo. Piuttosto dovrebbe essere escluso chi non è in grado di garantire la sicurezza delle squadre partecipanti". LEGGI ANCHE: Mondiali 2026, l’Iran si ritira dal torneo: tensioni geopolitiche travolgono il calcio Iran contro Trump sui Mondiali 2026: “Nessuno può escluderci, decide la FIFA” In seguito, Trump ha precisato: "L’evento sarà sicuro per tutte le star e gli spettatori provenienti da tutto il mondo". Nel frattempo, la FIFA resta in attesa, monitorando l’evolversi del conflitto e preparandosi al council meeting dei prossimi giorni, senza prendere ancora alcuna decisione ufficiale. Possibili sostituti in caso di forfait Se l’Iran dovesse ritirarsi o essere escluso, la FIFA avrebbe ampia discrezionalità per individuare un sostituto. La logica indica che la scelta ricadrebbe comunque su un’altra nazionale asiatica, rispettando il numero di posti assegnati alle confederazioni. Le due candidate più probabili sono: La terza classificata del girone asiatico della terza fase, gli Emirati Arabi Uniti. La miglior nazionale asiatica non ancora qualificata, ovvero l’Iraq, a condizione che riesca a superare lo spareggio intercontinentale. Iraq: tra guerra e viaggi in pullman La situazione dell’Iraq è diversa: per qualificarsi al Mondiale, la nazionale deve affrontare lo spareggio contro la vincente tra Bolivia e Suriname, in programma il 26 marzo. Il problema principale riguarda lo spazio aereo chiuso a causa dei bombardamenti in corso. Il ct Graham Arnold ha sottolineato le difficoltà logistiche, chiedendo un eventuale rinvio della partita. Tuttavia, trovare una nuova data è complesso, dato che si avvicina l’inizio del Mondiale e lo schedule è già definito. Per superare l’ostacolo, la federazione irachena sta elaborando un piano alternativo: trasferire la squadra in pullman fino ad Amman, in Giordania, venerdì, da dove poi partirà il volo verso il Messico, undici giorni prima dello spareggio. Un’opzione via terra verso Istanbul è stata scartata per la sua durata e complessità. Tra geopolitica e calcio Questa doppia vicenda mette in evidenza come il calcio internazionale possa essere influenzato da dinamiche extra-sportive. Iran e Iraq, pur con situazioni molto diverse, rappresentano due esempi concreti di come la politica, la guerra e la logistica possano incidere direttamente sulla corsa verso il Mondiale.
Andrea Fiorentino · Redattore