Calcio · Napoli · Serie A · Calciomercato Instagram · Facebook · X · YouTube
giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
Google News
Nazionali

Maradona, 40 anni fa il "gol del secolo". Il ricordo di chi lo ha raccontato al mondo intero

l’atto controverso e la pura espressione estetica, entrambe racchiuse nella stessa partita, entrambe destinate a diventare leggenda.

Maradona, 40 anni fa il "gol del secolo". Il ricordo di chi lo ha raccontato al mondo intero
1986: Diego Maradona scrive una pagina di storia del calcio segnando una doppietta allo stadio Azteca di Città del Messico contro l'Inghilterra nei quarti dei Mondiali del 1986: il primo gol viene realizzato "un poco con la cabeza de Maradona y otro poco con la mano de Dios", il secondo, "Il Gol del Secolo", è una cavalcata di 60 metri (in 10 secondi) in cui "El Pibe de Oro" salta 5 avversari prima di segnare il gol del 2-0.

Maradona, 40 anni fa il "gol del secolo". Il ricordo di chi lo ha raccontato al mondo intero

In appena 240 secondi si condensa una delle contraddizioni più affascinanti della storia del calcio moderno. Il 22 giugno 1986, nei quarti di finale dei Mondiali in Messico tra Argentina e Inghilterra, Diego Armando Maradona attraversa in pochi istanti due dimensioni opposte del gioco: l’atto controverso e la pura espressione estetica, entrambe racchiuse nella stessa partita, entrambe destinate a diventare leggenda.

Il 22 giugno 1986 resta una data simbolica nella memoria del calcio mondiale: nei quarti di finale dei Mondiali in Messico, Diego Armando Maradona scrisse una delle pagine più controverse e decisive della sua carriera e della storia del torneo. In quella partita tra Argentina e Inghilterra, il fuoriclasse argentino segnò una rete destinata a dividere per sempre l’opinione pubblica e a entrare nel linguaggio universale del calcio con il nome di “Mano de Dios”.

L’episodio, nato da un intervento irregolare non ravvisato dalla terna arbitrale, aprì un dibattito destinato a durare decenni sul rapporto tra errore umano, genialità e regole del gioco. La rete, convalidata tra le proteste inglesi, divenne immediatamente un simbolo ambiguo: gesto proibito e allo stesso tempo momento chiave di una sfida ad altissima tensione sportiva e politica.

Pochi minuti dopo, però, Maradona avrebbe cambiato la narrazione della partita con un’azione destinata a ridefinire il concetto stesso di talento individuale. Partendo da metà campo, superò più avversari in dribbling e firmò quello che la FIFA avrebbe poi celebrato come il “gol del secolo”, completando così una doppia firma nella stessa gara che ancora oggi rappresenta un unicum nella storia dei Mondiali.

Oggi, 40 anni fa, il destino del Dio del calcio si è intrecciato con quello di Victor Hugo Morales, riporta la Gazzetta dello sport: il poeta che ha narrato in maniera sublime il gol più bello di sempre. "Di quel 22 giugno 1986 ricordo il genio di Diego e la mia follia. Mi resi subito conto di aver raccontato la rete del secolo. Piangevo e tremavo, non riuscivo a reggere il microfono. Se chiudo gli occhi, vedo Maradona e la sua aura dorata attraversare il campo palla al piede. Come se fosse solo, senza avversari, barrilete (aquilone) cosmico lanciato nell'universo di una giocata meravigliosa". Il giornalista uruguaiano in una radiocronaca diventata storica ha incastonato nella memoria di ogni appassionato del pallone quel magico gol di Diego contro l'Inghilterra all’Azteca, erano i quarti del Mondiale. "La Mano di Dio e quella rete, tutto nella stessa partita. Grazie a Maradona, la mia vita è cambiata per sempre". A distanza di quarant’anni, quella partita continua a essere letta come uno spartiacque tra dimensioni opposte del calcio: da un lato l’astuzia e la controversia della “Mano de Dios”, dall’altro la perfezione tecnica e creativa del gol solitario che consacrò Maradona come icona assoluta del gioco.  
Andrea Fiorentino · Redattore