Italia, se salta Pirlo torna tutto in discussione: Conte e Mancini le alternative forti, ma resta aperta la terza via
Secondo quanto analizzato da La Gazzetta dello Sport attraverso il giornalista Fabio Licari, l'ipotesi di un passo indietro non è ancora concreta, ma qualora la nomina dovesse saltare la Federazione sarebbe costretta a ridisegnare rapidamente la propria strategia.
La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana potrebbe vivere un improvviso ribaltone. Andrea Pirlo sembrava ormai destinato a raccogliere l'eredità sulla panchina azzurra, ma il caso legato alla collaborazione con Fonbet, agenzia russa di scommesse, ha aperto una fase di riflessione all'interno della FIGC.
Italia, se salta Pirlo torna tutto in discussione: Conte e Mancini le alternative forti, ma resta aperta la terza via
Secondo quanto analizzato da La Gazzetta dello Sport attraverso il giornalista Fabio Licari, l'ipotesi di un passo indietro non è ancora concreta, ma qualora la nomina dovesse saltare la Federazione sarebbe costretta a ridisegnare rapidamente la propria strategia.
La scelta del nuovo ct, infatti, non sarebbe soltanto tecnica, ma anche legata al progetto costruito dal direttore tecnico Paolo Maldini e dal suo collaboratore Leonardo. Ogni eventuale alternativa dovrebbe quindi rispettare l'idea iniziale della nuova struttura federale: un allenatore capace di rappresentare un percorso di crescita e di rilancio dopo tre Mondiali consecutivi mancati.
Tra i nomi tornerebbero inevitabilmente in primo piano Antonio Conte e Roberto Mancini, già protagonisti del ballottaggio precedente all'individuazione di Pirlo. Due profili diversi, ma entrambi con esperienza internazionale e una forte conoscenza dell'ambiente azzurro.
Mancini rappresenterebbe la soluzione più immediata e probabilmente più semplice anche dal punto di vista economico. L'ex commissario tecnico campione d'Europa nel 2021 avrebbe ancora il desiderio di tornare alla guida della Nazionale e, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, avrebbe accettato in passato un progetto quadriennale con un ingaggio intorno ai 2 milioni di euro a stagione. Il rapporto con Giovanni Malagò, presidente della FIGC, è inoltre considerato particolarmente solido, anche se il precedente addio alla panchina azzurra per l'esperienza in Arabia Saudita resta un elemento discusso nel mondo del calcio italiano.
Il ritorno di Conte sarebbe invece una scelta dal peso mediatico e tecnico enorme. L'attuale allenatore del Napoli conosce già il valore della maglia azzurra, avendo guidato l'Italia tra il 2014 e il 2016, e rappresenterebbe una figura in grado di garantire immediatamente autorevolezza e intensità. La questione economica sarebbe più complessa: Conte ha sempre avuto valutazioni di mercato elevate, considerati gli stipendi percepiti nelle sue esperienze con Juventus, Inter e Napoli. Tuttavia, secondo La Gazzetta dello Sport, un accordo potrebbe essere trovato attraverso un progetto pluriennale sostenuto anche dal sistema calcio italiano.
Dal punto di vista tattico, le due soluzioni porterebbero filosofie differenti. Mancini potrebbe ripartire dal 4-3-3 che aveva caratterizzato il ciclo culminato con la vittoria dell'Europeo, puntando su possesso palla, qualità tecnica e inserimento dei giovani. Conte, invece, sarebbe più orientato verso un calcio organizzato e duttile, con la possibilità di riproporre una difesa a tre e un sistema già sperimentato nelle ultime stagioni.
Resta però una terza strada. Qualora Pirlo non fosse confermato e né Conte né Mancini fossero disponibili, la FIGC potrebbe tornare a valutare profili coerenti con l'identikit iniziale di Maldini: allenatori giovani, moderni e capaci di costruire un progetto sul lungo periodo. Tra questi potrebbero rientrare tecnici come Stefano Pioli o Raffaele Palladino, oltre ad altre candidature ancora non emerse.
La situazione resta dunque in evoluzione. La scelta di Pirlo sembrava ormai definita, ma le ultime ore hanno riaperto scenari che fino a pochi giorni fa apparivano improbabili. La FIGC dovrà decidere se confermare la linea intrapresa oppure cambiare rotta, consapevole che il prossimo commissario tecnico avrà il compito non soltanto di vincere partite, ma di ricostruire la fiducia intorno alla Nazionale italiana.
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