Italia, rivoluzione giovani: Baldini punta su Pio Esposito, Kayode e Pisilli per costruire la nuova Nazionale
L’Italia che si prepara alle amichevoli di giugno contro Grecia e Lussemburgo avrà un volto profondamente diverso: meno continuità con il recente passato, più spazio a una generazione chiamata ad accelerare il proprio ingresso nel calcio internazionale.
Una Nazionale giovane, coraggiosa e costruita attorno ai talenti emergenti del calcio italiano. L’Italia che si prepara alle amichevoli di giugno contro Grecia e Lussemburgo avrà un volto profondamente diverso: meno continuità con il recente passato, più spazio a una generazione chiamata ad accelerare il proprio ingresso nel calcio internazionale.
Italia, rivoluzione giovani: Baldini punta su Pio Esposito, Kayode e Pisilli per costruire la nuova Nazionale
La scelta di Silvio Baldini, atteso dalla definizione della lista definitiva dei convocati, va in una direzione precisa: affidarsi quasi integralmente al patrimonio tecnico sviluppato dalle selezioni giovanili azzurre, mantenendo soltanto pochi riferimenti della Nazionale maggiore. Tra questi spicca Gianluigi Donnarumma, destinato a ricoprire non soltanto il ruolo di capitano, ma anche quello di guida per un gruppo dall’età media estremamente bassa.
Il progetto prende forma attorno a nomi già osservati con attenzione dagli addetti ai lavori. Francesco Pio Esposito sarà uno dei punti offensivi principali, con Michael Kayode e Niccolò Pisilli destinati a occupare ruoli centrali nell’ossatura della squadra. Accanto a loro emergono profili come Bartesaghi, Ndour, Casadei, Koleosho e Ahanor, calciatori considerati pronti per un salto di livello sempre più vicino.
L’obiettivo non è soltanto sperimentare. Le sfide contro Grecia e Lussemburgo, pur avendo natura amichevole, arrivano in un contesto delicato per il calcio italiano. Il ranking Fifa continua infatti ad avere un peso crescente nei sorteggi internazionali, rendendo anche queste partite tutt’altro che marginali. Vincere contro avversari meno quotati offre benefici limitati, mentre un risultato negativo può produrre conseguenze significative sul posizionamento azzurro.
Baldini, però, sembra intenzionato a non rinunciare alla propria linea tecnica. L’idea è quella di presentare una Nazionale “ibrida”, capace di unire alcuni elementi già strutturati con il blocco più promettente dell’Under 21. Una scelta coerente con il suo percorso, ma non priva di rischi, soprattutto in un momento in cui l’Italia vive una nuova fase di transizione tecnica dopo la mancata qualificazione mondiale.
Sul piano tattico il riferimento resta il 4-3-3, sistema già familiare a molti dei protagonisti coinvolti. Davanti a Donnarumma potrebbe prendere forma una linea difensiva giovane e dinamica, sostenuta da un centrocampo tecnico e fisico insieme, mentre il tridente offensivo avrebbe il compito di esprimere velocità, profondità e imprevedibilità.
Tra i nomi monitorati con maggiore curiosità c’è anche Samuele Inacio, attaccante diciottenne cresciuto nel percorso federale italiano e legato al calcio internazionale anche per il suo profilo bi-nazionale. Un segnale ulteriore della volontà di investire su prospetti ancora poco esposti mediaticamente ma considerati ad alto potenziale.
La rosa definitiva, attesa nelle prossime ore, dovrebbe comprendere tra 24 e 26 giocatori. Il raduno è previsto a Coverciano prima delle due trasferte: il 3 giugno contro il Lussemburgo e il 7 giugno a Creta contro la Grecia.
Più che semplici test estivi, queste partite rappresentano un laboratorio anticipato della prossima Italia. In attesa della nomina del nuovo commissario tecnico, Baldini prova a tracciare una linea alternativa: meno conservazione, più identità generazionale. Un esperimento che potrebbe raccontare molto del futuro azzurro.
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