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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Italia, Pirlo possibile nuovo ct, la scelta di Maldini divide il calcio italiano

Alla domanda "Chi vorreste come nuovo ct?", Pirlo sarebbe risultato il candidato meno apprezzato tra quelli proposti, con il 2% delle preferenze.

Italia, Pirlo possibile nuovo ct, la scelta di Maldini divide il calcio italiano
La corsa alla panchina della Nazionale italiana si sta trasformando in un confronto acceso tra istituzioni, club, tifosi e commentatori. La possibile nomina di Andrea Pirlo come commissario tecnico, riportata da SportMediaset e attribuita alle valutazioni del direttore tecnico Paolo Maldini, sta generando reazioni contrastanti e rischia di accompagnare la ripartenza azzurra con un clima di forte divisione.

Italia, Pirlo possibile nuovo ct, la scelta di Maldini divide il calcio italiano

Secondo quanto riferito da SportMediaset nell’articolo firmato da Paolo Borella oggi 16 luglio 2026, Giovanni Malagò, Paolo Maldini e l’advisor Leonardo starebbero accelerando per incontrare Pirlo, campione del mondo nel 2006 e figura di grande prestigio nella storia della Nazionale. Tuttavia, la sua possibile investitura viene considerata da una parte dell’opinione pubblica come una scelta rischiosa, soprattutto alla luce del delicato momento attraversato dal calcio italiano dopo le recenti difficoltà nel percorso verso le qualificazioni mondiali.

Le perplessità della Serie A

La Lega di Serie A, sempre secondo SportMediaset, avrebbe espresso una preferenza diversa per la guida tecnica della Nazionale. I club della massima serie avrebbero individuato in Antonio Conte il profilo più adatto per raccogliere l’eredità lasciata da Gennaro Gattuso e dall’interregno di Silvio Baldini. Conte viene visto come una figura di esperienza, capace di garantire maggiore solidità e immediata credibilità in una fase di ricostruzione. In questo contesto, il nome di Pirlo viene percepito da molti dirigenti come una scommessa importante, ma anche delicata. Pur avendo già maturato esperienze in panchina, l’ex centrocampista non possiede ancora un percorso tecnico consolidato paragonabile a quello di altri candidati di maggiore esperienza internazionale.

Maldini e Malagò accelerano

La nuova governance federale sembra comunque orientata a procedere rapidamente verso la scelta del nuovo commissario tecnico. SportMediaset riferisce che l’obiettivo sarebbe quello di arrivare alla definizione della nomina entro l’inizio della settimana successiva, per poi presentare il nuovo ct e l’organigramma federale all’assemblea dei club di Serie A prevista per il 23 luglio. Nel dibattito interno emergono anche altre sensibilità. Lo stesso SportMediaset sottolinea che Giovanni Malagò avrebbe un rapporto di stima e amicizia consolidato con Roberto Mancini, altro nome considerato autorevole per la panchina azzurra. La presenza di più orientamenti all’interno del mondo federale e dei club contribuisce a rendere il quadro particolarmente articolato.

Il giudizio di tifosi e commentatori

La possibile scelta di Pirlo ha acceso anche il confronto tra i tifosi. SportMediaset cita un sondaggio pubblicato sul proprio sito, al quale avrebbero partecipato oltre 30mila utenti. Alla domanda "Chi vorreste come nuovo ct?", Pirlo sarebbe risultato il candidato meno apprezzato tra quelli proposti, con il 2% delle preferenze. Nel medesimo sondaggio, i nomi più votati sarebbero stati Pep Guardiola con il 45% e Carlo Ancelotti con il 28%, seguiti da Antonio Conte con il 15%, Roberto Mancini e Stefano Pioli con il 5% ciascuno. Pur trattandosi di una rilevazione non scientifica e limitata agli utenti del sito, il dato viene interpretato come un segnale del diffuso scetticismo che accompagna la candidatura di Pirlo.

Una scelta simbolica ma delicata

Andrea Pirlo rappresenta senza dubbio uno dei simboli più raffinati del calcio italiano moderno. Il suo talento da regista e il ruolo avuto nel trionfo mondiale del 2006 gli conferiscono un’autorevolezza naturale agli occhi di molti appassionati. Tuttavia, il passaggio da grande campione a guida tecnica della Nazionale richiede competenze, esperienza gestionale e capacità di affrontare una pressione mediatica costante. Per questo motivo la sua eventuale nomina viene letta in modi opposti: da una parte come una scelta di forte identità, capace di riportare in azzurro un volto iconico del calcio italiano; dall’altra come un azzardo in una fase in cui il movimento cerca soprattutto stabilità, risultati immediati e una direzione condivisa.

Il rischio di una ripartenza divisiva

La situazione descritta da SportMediaset evidenzia come la scelta del nuovo ct non sia soltanto una questione tecnica, ma anche politica e simbolica. Se la nuova FIGC intende imprimere una svolta rapida, dovrà allo stesso tempo ricomporre le diverse anime del calcio italiano: quelle federali, quelle dei club e quelle di una tifoseria che chiede segnali di rilancio dopo anni difficili. La decisione finale, attesa nei prossimi giorni, avrà quindi un valore che va oltre il nome del commissario tecnico. Sarà il primo banco di prova per il nuovo corso federale guidato da Giovanni Malagò e Paolo Maldini e dovrà dimostrare se la Nazionale saprà ripartire con una linea condivisa oppure se le divisioni emerse in queste ore continueranno a pesare sul futuro azzurro.  
Andrea Fiorentino · Redattore