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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Davide Ancelotti si racconta: “Dopo il Mondiale voglio allenare da solo. Il Milan? Mi sento pronto”

Nel corso di un’intervista concessa al podcast “La Tripletta” della Gazzetta dello Sport, Davide Ancelotti ha ripercorso il proprio percorso professionale tra aneddoti, sogni personali e prospettive future, senza nascondere un desiderio particolare: allenare il AC Milan.

Davide Ancelotti si racconta: “Dopo il Mondiale voglio allenare da solo. Il Milan? Mi sento pronto”
Il cognome pesa, ma Davide Ancelotti sembra ormai deciso a costruire una strada tutta sua. Dopo anni trascorsi accanto a Carlo Ancelotti nelle panchine più prestigiose del calcio mondiale, il tecnico classe 1989 guarda al futuro con ambizione e idee chiare: il prossimo passo potrebbe essere una nuova esperienza da primo allenatore, magari proprio in Italia.

Davide Ancelotti si racconta: “Dopo il Mondiale voglio allenare da solo. Il Milan? Mi sento pronto”

Nel corso di un’intervista concessa al podcast “La Tripletta” della Gazzetta dello Sport, Davide Ancelotti ha ripercorso il proprio percorso professionale tra aneddoti, sogni personali e prospettive future, senza nascondere un desiderio particolare: allenare il AC Milan. “Sono pronto per una grande panchina” Ancelotti junior ha parlato apertamente della possibilità di iniziare presto una nuova avventura in autonomia dopo l’esperienza vissuta accanto al padre sulla panchina del Brazil national football team. L’obiettivo immediato resta il prossimo FIFA World Cup, ma il suo sguardo è già rivolto oltre. Davide ha confermato di avere alcune proposte sul tavolo e di voler definire il proprio futuro nel più breve tempo possibile. Tra le frasi che hanno fatto maggior rumore c’è soprattutto quella legata al Milan. L’allenatore non ha nascosto il legame emotivo con il club rossonero, raccontando di essere cresciuto da tifoso milanista e di sentirsi pronto, un giorno, per una sfida così importante. Dal Real Madrid al Brasile: una crescita accanto ai campioni Il percorso di Davide Ancelotti è iniziato molto presto fuori dal campo. Dopo aver lasciato il calcio giocato da giovanissimo, ha deciso di dedicarsi completamente al lavoro tecnico e atletico, seguendo il padre nelle sue esperienze al Paris Saint-Germain F.C. e soprattutto al Real Madrid CF. Proprio parlando del Real Madrid, Davide ha ricordato alcuni episodi vissuti accanto ai grandi campioni allenati negli ultimi anni. Tra questi anche un curioso retroscena su Cristiano Ronaldo, descritto come ossessionato dalla cura fisica e dal lavoro quotidiano. Ancelotti junior ha poi indicato Toni Kroos e Luka Modrić come i giocatori che più lo hanno impressionato dal punto di vista calcistico e mentale. Sul centrocampista croato ha anche rivelato un dettaglio legato al possibile trasferimento al Milan: prima della firma, Modric avrebbe chiesto consigli proprio alla famiglia Ancelotti. Il Brasile, Neymar e il sogno Mondiale Dopo la parentesi al Botafogo de Futebol e Regatas, Davide è tornato a lavorare accanto al padre nella nuova avventura con il Brasile. Un’esperienza che descrive come travolgente dal punto di vista emotivo, soprattutto per la passione che circonda la Seleção. Tra i temi affrontati anche quello legato a Neymar, inserito nella lista dei preconvocati in vista del Mondiale. Davide ha confermato segnali positivi sulle condizioni fisiche del fuoriclasse brasiliano, lasciando intendere che la sua presenza resta una possibilità concreta. Secondo Ancelotti junior, il prossimo Mondiale sarà fortemente influenzato da aspetti come intensità atletica, organizzazione difensiva e gestione delle condizioni climatiche. Ma oltre alla tattica, il tecnico ha insistito anche su un concetto molto legato all’identità brasiliana: giocare con leggerezza, umiltà e senso di appartenenza. Un futuro tutto da scrivere Dopo anni trascorsi dietro le quinte accanto a uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, Davide Ancelotti sente che il momento del salto definitivo sia vicino. L’impressione è che il Mondiale rappresenti non soltanto una nuova sfida internazionale, ma anche il punto di passaggio verso una carriera finalmente autonoma. E tra le tante panchine possibili, quella del Milan resta il sogno dichiarato.
Andrea Fiorentino · Redattore