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lunedì 3 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Watford, Bove, il ritorno in campo dopo 440 giorni: "La Nazionale è il suo sogno, ma oggi il regolamento lo blocca"

Un ritorno che ha il sapore della rivincita personale, raccontato con emozione dal suo agente Diego Tavano.

Watford, Bove, il ritorno in campo dopo 440 giorni: "La Nazionale è il suo sogno, ma oggi il regolamento lo blocca"
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Ci sono rientri che valgono più di una vittoria. Quello di Edoardo Bove appartiene a questa categoria. Dopo 440 giorni di stop, paure e riabilitazione, il centrocampista romano è tornato a giocare. Non in Italia, ma in Inghilterra, con la maglia del Watford, in Championship.

Watford, Bove, il ritorno in campo dopo 440 giorni: "La Nazionale è il suo sogno, ma oggi il regolamento lo blocca"

Un ritorno che ha il sapore della rivincita personale, raccontato con emozione dal suo agente Diego Tavano. "È stato un saliscendi sulle montagne russe, una serie di emozioni difficili da descrivere. Ma se lo meritava. L’ha voluto contro tutto e tutti". Perché Bove non può giocare in Italia La scelta dell’Inghilterra non è tecnica, ma regolamentare. In Italia non è consentito scendere in campo con un defibrillatore sottocutaneo impiantato, dispositivo che per Bove rappresenta una garanzia di sicurezza dopo il grave problema cardiaco che lo aveva costretto a fermarsi. Una norma rigida, pensata per tutelare la salute degli atleti, ma che di fatto gli impedisce di proseguire la carriera nel calcio italiano. Da qui la decisione di ripartire dall’estero, in un campionato competitivo e fisicamente intenso come la seconda divisione inglese. Il suo ritorno non è stato solo sportivo, ma simbolico: dimostrare che la carriera non era finita. Il percorso interrotto con la Fiorentina Prima dello stop, Bove stava vivendo una fase di crescita importante con la Fiorentina, allora guidata da Raffaele Palladino. Era diventato una pedina sempre più centrale nel centrocampo viola, guadagnandosi attenzione e continuità. Il suo nome era tornato a circolare in orbita Nazionale. Non una suggestione, ma una possibilità concreta. "In quel periodo era in preallarme per la Nazionale maggiore", ricorda Tavano. Poi il buio, l’intervento, la riabilitazione. Un percorso lungo 440 giorni che ha messo alla prova non solo l’atleta, ma l’uomo. Il sogno azzurro e il limite del regolamento La maglia della Nazionale italiana resta il suo obiettivo dichiarato. "Tornare a vestire l’azzurro è il suo sogno. Sarebbe falso dire il contrario. Ma oggi i regolamenti non lo permettono". Il nodo è normativo. Le regole attuali impediscono la convocazione di calciatori con determinate condizioni cliniche, anche se sotto controllo e compatibili con l’attività agonistica in altri Paesi. Non c’è polemica nelle parole dell’agente, solo la speranza che qualcosa, in futuro, possa cambiare. "Rispettiamo tutto e continuiamo a sperare". Prima di tutto, tornare protagonista La priorità, ora, non è la Nazionale. È ritrovare continuità, ritmo, fiducia. Tornare a essere quel centrocampista dinamico e intelligente che aveva convinto tecnici e osservatori. Il debutto con il Watford non chiude il cerchio, lo riapre. È l’inizio di una nuova fase, lontano dall’Italia ma non dai suoi obiettivi.
Andrea Fiorentino · Redattore