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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Infantino apre ai fondi privati: la FIFA divide il calcio mondiale, durissimo scontro con UEFA

Il progetto della FIFA di aprire il Mondiale agli investitori privati accende uno dei confronti più duri degli ultimi anni sul futuro del calcio internazionale. Al centro della vicenda c'è la nascita della FIFA Forward Enterprise (FFE), una nuova società commerciale destinata a gestire i diritti e…

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Il progetto della FIFA di aprire il Mondiale agli investitori privati accende uno dei confronti più duri degli ultimi anni sul futuro del calcio internazionale. Al centro della vicenda c'è la nascita della FIFA Forward Enterprise (FFE), una nuova società commerciale destinata a gestire i diritti e l'organizzazione delle principali competizioni FIFA.

Infantino apre ai fondi privati: la FIFA divide il calcio mondiale, durissimo scontro con UEFA

L'iniziativa, anticipata dal Financial Times, è stata successivamente confermata dalla stessa federazione internazionale, scatenando la netta opposizione della UEFA e di numerose istituzioni calcistiche europee. Secondo quanto riportato dal Financial Times e confermato dalla FIFA, la nuova holding avrebbe una valutazione di circa 20 miliardi di dollari e punta a raccogliere 4,2 miliardi di dollari attraverso la cessione di quote di minoranza a investitori privati. Tra i soggetti interessati figurano la banca d'affari JP Morgan e il fondo Thrive, guidato da Joshua Kushner. La FIFA ha precisato che gli investitori acquisirebbero esclusivamente quote di minoranza della nuova società e non avrebbero alcun controllo diretto sulla federazione. La risposta della UEFA è stata immediata. L'organismo europeo ha espresso forte preoccupazione per un progetto ritenuto privo della necessaria trasparenza, sostenendo che "l'anima e la governance del calcio non sono beni da mettere sul mercato". Una presa di posizione che evidenzia il timore di una crescente finanziarizzazione dello sport e di possibili conflitti tra interessi economici e governo delle competizioni. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha invece difeso l'operazione, spiegando in un comunicato che la creazione della FIFA Forward Enterprise consentirebbe di valorizzare il potenziale commerciale ancora inespresso del calcio mondiale e di redistribuire maggiori risorse alle federazioni affiliate attraverso il programma denominato "FIFA Fast-Forward Program". L'obiettivo dichiarato è aumentare gli investimenti nello sviluppo del calcio a livello globale. Le critiche, tuttavia, non arrivano soltanto dalla UEFA. Il presidente della Liga spagnola, Javier Tebas, ha ribadito la propria contrarietà sostenendo che le competizioni FIFA "non sono proprietà personale di Infantino", mentre il vicepresidente della Federazione tedesca, Hans-Joachim Watzke, ha definito il progetto "un limite ormai superato". Anche il presidente della Federcalcio francese, Philippe Diallo, ha lamentato l'assenza di un confronto preventivo con le federazioni nazionali, mentre la Confederazione asiatica (AFC) ha espresso delusione per essere venuta a conoscenza dell'iniziativa solo dopo la sua diffusione pubblica. Sul piano istituzionale è intervenuto anche il commissario europeo allo Sport, Glen Micallef, che attraverso i propri canali social ha invitato a riflettere sulle possibili implicazioni sotto il profilo della governance e del diritto della concorrenza, sottolineando come l'ingresso di capitali privati in un organismo regolatore possa aprire interrogativi sull'indipendenza delle decisioni sportive. Micallef ha inoltre ricordato che la Commissione europea seguirà con attenzione l'evoluzione del progetto nell'ambito delle competenze previste dai Trattati dell'Unione. La FIFA, dal canto suo, ha smentito che sia stato discusso formalmente un futuro incarico operativo per Infantino alla guida della nuova società, pur riconoscendo che il presidente avrà un ruolo centrale nello sviluppo dell'iniziativa. Resta quindi aperto il dibattito su un progetto destinato a incidere profondamente sugli equilibri del calcio internazionale. La proposta rappresenta uno spartiacque tra due visioni opposte: da una parte quella della FIFA, orientata a rafforzare il valore commerciale delle proprie competizioni attraverso nuovi capitali; dall'altra quella delle federazioni europee, convinte che il governo del calcio debba rimanere separato dagli interessi finanziari. La discussione è appena iniziata, ma il confronto tra Zurigo e Nyon si preannuncia destinato a segnare il futuro della governance del pallone mondiale.
Andrea Fiorentino · Redattore