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domenica 2 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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VAR a chiamata in Serie C: cos’è il “Football Video Support” e come funziona davvero

Non è uno strumento utilizzabile per qualsiasi episodio dubbio, ma resta circoscritto ai momenti che possono cambiare l’inerzia di una partita.

VAR a chiamata in Serie C: cos’è il “Football Video Support” e come funziona davvero
Il dibattito sul VAR a chiamata è tornato centrale nel calcio italiano. Mentre in Serie A cresce la pressione per una riforma del protocollo, in Serie C una forma di revisione su richiesta esiste già.

VAR a chiamata in Serie C: cos’è il “Football Video Support” e come funziona davvero

Si chiama appunto Football Video Support (FVS) ed è stato introdotto la scorsa estate come strumento sperimentale per aumentare trasparenza e controllo sugli episodi chiave. Ma come funziona realmente il sistema che oggi molti club di vertice guardano con interesse? Cos’è il Football Video Support Il Football Video Support non è un VAR tradizionale. Non esiste una sala di controllo remota come avviene in Serie A, né una cabina centralizzata. Il sistema è gestito direttamente sul campo dal quarto uomo, che può accedere alle immagini raccolte da telecamere posizionate a bordo campo. Si tratta quindi di un supporto video “leggero”, pensato per competizioni con minori risorse tecnologiche rispetto alla massima serie, ma comunque strutturato per intervenire sugli episodi decisivi. Come si attiva il VAR a chiamata Il punto centrale dell’FVS è la richiesta da parte degli allenatori. Ogni squadra ha due “card” a partita, che possono essere utilizzate per chiedere la revisione di una decisione arbitrale. La procedura è chiara: L’arbitro prende una decisione sul campo. L’allenatore può chiedere la revisione consegnando la card al quarto uomo. L’arbitro va a rivedere l’azione al monitor. Se la decisione iniziale viene modificata, la squadra conserva la propria chiamata. Se la decisione viene confermata, la card viene scalata. In altre parole, la chiamata non viene “persa” se l’errore viene riconosciuto. Una formula che incentiva l’uso responsabile dello strumento. In quali casi può essere usato Il Football Video Support può intervenire solo in quattro situazioni specifiche: Regolarità di un gol (compresi i fuorigioco). Possibili calci di rigore. Espulsioni dirette. Scambi di identità nei provvedimenti disciplinari. Non è quindi uno strumento utilizzabile per qualsiasi episodio dubbio, ma resta circoscritto ai momenti che possono cambiare l’inerzia di una partita. I primi risultati della sperimentazione Secondo quanto riportato da Repubblica, la media finora è stata di 1,8 richieste a gara. Le correzioni effettive, però, si sono fermate attorno al 15% dei casi. Un dato che suggerisce due letture: da un lato un utilizzo relativamente contenuto, dall’altro una percentuale di errori modificati non elevata. Numeri che andrebbero comunque contestualizzati rispetto al livello tecnologico e alla natura sperimentale del sistema. Può funzionare anche in Serie A? È la domanda che oggi anima il confronto tra club, federazione e AIA. Il modello della Serie C nasce in un contesto con minori pressioni mediatiche ed economiche. Trasferirlo in Serie A significherebbe adattarlo a un campionato dove ogni episodio pesa milioni e dove l’intensità del dibattito è amplificata. Il VAR a chiamata rappresenta una possibile evoluzione del sistema, ma non una soluzione automatica. La sua efficacia dipenderebbe da regole chiare, uniformità di applicazione e tecnologia adeguata.
Andrea Fiorentino · Redattore