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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Turchia, Mondiale da incubo: il Paraguay vince in dieci uomini e condanna Montella all'eliminazione

Dopo la sconfitta all'esordio contro l'Australia, anche contro il Paraguay la squadra di Montella ha prodotto una grande mole di gioco senza riuscire a trasformarla in gol. Un problema che ha accompagnato l'intero percorso mondiale e che alla fine si è rivelato decisivo.

Turchia, Mondiale da incubo: il Paraguay vince in dieci uomini e condanna Montella all'eliminazione
La corsa della Turchia ai Mondiali si interrompe dopo appena due partite. La sconfitta per 1-0 contro il Paraguay, arrivata al termine di una gara dai contorni quasi surreali, sancisce l'eliminazione della nazionale guidata da Vincenzo Montella e lascia in eredità una sensazione di profonda amarezza per quanto visto in campo.

Turchia, Mondiale da incubo: il Paraguay vince in dieci uomini e condanna Montella all'eliminazione

A decidere l'incontro è stato il gol lampo di Matias Galarza, a segno dopo appena due minuti di gioco. Un'azione rapida e ben costruita dal Paraguay, nata da un recupero nella zona centrale del campo e conclusa con una finalizzazione precisa che ha sorpreso la difesa turca. Quella rete si sarebbe poi rivelata sufficiente per indirizzare una sfida che, per lunghi tratti, ha assunto i contorni di un assedio. Dopo il vantaggio, infatti, la formazione sudamericana ha scelto di abbassare il proprio baricentro e difendere il risultato con ordine e sacrificio. Un atteggiamento che si è trasformato in autentica resistenza nel finale del primo tempo, quando Miguel Almiron è stato espulso dopo l'intervento della tecnologia video. L'episodio ha attirato immediatamente l'attenzione internazionale perché legato all'applicazione della nuova norma che vieta ai calciatori di coprirsi la bocca durante conversazioni e comunicazioni in campo. Con un uomo in meno per oltre un tempo, il Paraguay ha dovuto affrontare la pressione costante della Turchia, capace di creare occasioni e occupare stabilmente la metà campo avversaria. Tuttavia, tra la solidità della retroguardia sudamericana e la prestazione determinante del portiere Gill, ogni tentativo turco si è infranto contro un muro apparentemente invalicabile. L'uomo simbolo della serata è stato senza dubbio Galarza. Oltre alla rete decisiva, il centrocampista paraguayano ha offerto una prestazione di enorme generosità, contribuendo sia alla fase offensiva sia al lavoro difensivo nei momenti più difficili. Una prova completa che gli è valsa il riconoscimento di migliore giocatore della partita. Per la Turchia, invece, resta il rammarico di una competizione che avrebbe potuto raccontare una storia diversa. Dopo la sconfitta all'esordio contro l'Australia, anche contro il Paraguay la squadra di Montella ha prodotto una grande mole di gioco senza riuscire a trasformarla in gol. Un problema che ha accompagnato l'intero percorso mondiale e che alla fine si è rivelato decisivo. Nel dopogara il commissario tecnico italiano non ha nascosto la delusione per il risultato, ma ha voluto difendere con forza la prestazione dei suoi giocatori. Montella ha evidenziato come la squadra abbia creato numerose occasioni nel corso delle prime due partite, sottolineando quanto il calcio possa essere imprevedibile quando episodi e dettagli si sommano in maniera sfavorevole. Il tecnico ha comunque invitato il gruppo a mantenere alta la testa, riconoscendo l'impegno e la dedizione mostrati durante tutto il torneo. Sulla stessa linea anche il capitano Hakan Calhanoglu, che ha parlato con amarezza ma senza cercare alibi. Il centrocampista ha ricordato il percorso di crescita compiuto dalla nazionale turca negli ultimi anni, definendo questa partecipazione mondiale un passaggio importante per l'evoluzione del gruppo. Allo stesso tempo ha espresso il dispiacere per non essere riuscito a regalare una soddisfazione ai tifosi, ringraziandoli per il sostegno ricevuto e chiedendo scusa per un'eliminazione arrivata molto prima delle aspettative. Per il Paraguay, invece, il successo rappresenta un passo fondamentale verso la qualificazione e conferma la capacità della squadra di soffrire e resistere nei momenti più complicati. Per la Turchia resta invece un Mondiale segnato da rimpianti, occasioni mancate e da una sorprendente sterilità offensiva che ha trasformato due buone prestazioni in una dolorosa eliminazione anticipata.
Andrea Fiorentino · Redattore