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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Serie B, Masiello e Bari, una ferita mai chiusa: quindici anni dopo continua a evitare il passato

A Bergamo molti iniziarono a considerarlo l’esempio di un uomo capace di rialzarsi dopo aver toccato il fondo. Non venne dimenticato ciò che era accaduto, ma venne riconosciuto il percorso compiuto per provare a rimediare.

Serie B, Masiello e Bari, una ferita mai chiusa: quindici anni dopo continua a evitare il passato
BERGAMO, ITALY - MAY 13: Andrea Masiello of Atalanta BC celebrates his goal during the Serie A match between Atalanta BC and AC Milan at Stadio Atleti Azzurri d'Italia on May 13, 2018 in Bergamo, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Ci sono errori che nel calcio durano novanta minuti. E poi ce ne sono altri che inseguono una vita intera. Andrea Masiello, per quindici anni, ha cercato di tenersi lontano da Bari non per ragioni sportive, ma per il peso di una storia che non ha mai smesso davvero di accompagnarlo.

Serie B, Masiello e Bari, una ferita mai chiusa: quindici anni dopo continua a evitare il passato

Ogni volta che il calendario gli ha rimesso davanti quella città, quella maglia e quel ricordo, il difensore ha scelto di non esserci. Convocazioni saltate, assenze improvvise, partite osservate da lontano. Fino alla decisione definitiva: lasciare il calcio prima di affrontare ancora una volta il Bari nel playout che vale la permanenza in Serie B. Il filo che lega Masiello a Bari si interrompe simbolicamente il 15 maggio 2011. Quel giorno, durante il derby contro il Lecce, arrivò l’autogol destinato a trasformarsi in uno degli episodi più controversi della storia recente del calcio italiano. Un gesto rimasto impresso nella memoria collettiva non soltanto per il risultato sportivo, ma per ciò che emerse successivamente nell’inchiesta sul calcioscommesse. Per anni Masiello negò ogni coinvolgimento. Poi arrivò la confessione. “Lo feci per soldi”, ammise davanti agli inquirenti. Da lì iniziò il crollo: arresto, carcere, domiciliari e una lunga squalifica che sembrava aver chiuso definitivamente la sua carriera. Le immagini di quei giorni raccontavano un uomo travolto dal peso delle proprie scelte. Un calciatore che a 26 anni vedeva improvvisamente dissolversi tutto: credibilità, carriera, futuro. Bari divenne il luogo da cancellare, il punto esatto in cui la sua vita si era spezzata. Eppure il calcio, a volte, concede seconde possibilità. Quando scoppiò lo scandalo, Masiello era già passato all’Atalanta. A Bergamo trovò qualcosa che probabilmente non si aspettava più: fiducia. Antonio Percassi decise di non abbandonarlo, mantenendolo sotto contratto anche durante la squalifica. Una scelta controcorrente che segnò l’inizio della sua ricostruzione personale e professionale. Il ritorno in campo, nel 2015, ebbe quasi il sapore di una rinascita. All’inizio arrivarono diffidenza e contestazioni, poi lentamente il rapporto con l’ambiente bergamasco cambiò. Masiello si rimise in gioco, dentro e fuori dal campo. Chiese scusa pubblicamente, affrontò il proprio passato senza più negarlo e riuscì a riconquistare rispetto attraverso il lavoro quotidiano. A Bergamo molti iniziarono a considerarlo l’esempio di un uomo capace di rialzarsi dopo aver toccato il fondo. Non venne dimenticato ciò che era accaduto, ma venne riconosciuto il percorso compiuto per provare a rimediare. Con Bari, invece, non è mai successo davvero. Negli anni successivi, ogni possibile ritorno al San Nicola è stato evitato. Quando nel 2022 firmò con il Südtirol, emerse persino l’esistenza di una clausola informale: non tornare a Bari. Da quel momento le coincidenze si sono moltiplicate. Infortuni, mancata convocazione, assenze ripetute proprio nei giorni delle sfide contro la squadra pugliese. Troppi episodi per pensare al caso. Il Bari è rimasto il luogo dei fantasmi. Non soltanto per ciò che rappresenta nel racconto pubblico della sua carriera, ma probabilmente per ciò che continua a rappresentare dentro di lui. Perché alcune città diventano specchi dai quali non si riesce più a distogliere lo sguardo. Adesso che Masiello ha deciso di smettere, quella storia torna inevitabilmente al centro. Il destino ha voluto che l’ultima grande partita della stagione del Südtirol fosse proprio contro il Bari, ancora una volta il 15 maggio, la stessa data dell’autogol che cambiò tutto. Ma stavolta Andrea Masiello non ci sarà. E forse, più che una coincidenza, sembra il modo definitivo con cui ha scelto di chiudere i conti con il passato che non è mai riuscito davvero ad affrontare fino in fondo.
Andrea Fiorentino · Redattore