Serie A, la Lega entra nel business del Fantacalcio: acquisito il 51%, nasce una nuova strategia digitale
"Abbiamo deciso di acquistare la maggioranza del Fantacalcio per arricchirlo con le nostre immagini e rendere il prodotto ancora più competitivo", ha spiegato il presidente della Lega.
La Serie A sbarca nel mondo del Fantacalcio. Secondo quanto annunciato da Ezio Simonelli, la Lega Serie A ha dato il via libera all’acquisto del 51% delle quote del gioco gestito da Quadronica, Srl nata nel 2008 e controllata al 50% - tramite due veicoli - da due imprenditori napoletani del 1975, Nino Ragosta e Luigi Cutolo.
Serie A, la Lega entra nel business del Fantacalcio: acquisito il 51%, nasce una nuova strategia digitale
"Assemblea molto tranquilla, abbiamo preso una serie di decisioni, tra cui l’acquisto della maggioranza del Fantacalcio, per poterlo arricchire con le nostre immagini e dare un prodotto sempre più appetibile", ha detto Simonelli.
La Serie A compie un passo che va oltre il campo. L’assemblea dei club ha dato il via libera all’acquisizione del 51% di Fantacalcio, piattaforma leader in Italia nel fantasy game calcistico. Un’operazione che segna un cambio di paradigma: il massimo campionato non si limita più a organizzare partite, ma investe direttamente in uno dei prodotti digitali più radicati nella cultura sportiva italiana.
"Abbiamo deciso di acquistare la maggioranza del Fantacalcio per arricchirlo con le nostre immagini e rendere il prodotto ancora più competitivo", ha spiegato il presidente della Lega.
Serie A e Fantacalcio: un’integrazione naturale
Il Fantacalcio, gestito dalla società Quadronica, è molto più di un gioco parallelo al campionato. È un ecosistema digitale che coinvolge milioni di utenti, capace di influenzare conversazioni, ascolti televisivi e interesse mediatico.
La Lega Serie A, ora azionista di maggioranza, punta a trasformare questa relazione in un’integrazione strutturale. Non più semplice partnership commerciale, ma controllo strategico.
L’obiettivo è chiaro: inserire contenuti ufficiali, immagini esclusive, dati proprietari e nuove modalità di coinvolgimento. Un’operazione che consolida il legame tra competizione reale e esperienza virtuale.
Un business in forte crescita
Negli ultimi dieci anni Fantacalcio ha registrato una crescita costante, sostenuta da abbonamenti premium e da un modello pubblicitario evoluto. Non più banner tradizionali, ma integrazioni creative: sponsor sulle maglie delle fantasquadre, brand visibility durante la gestione delle formazioni, collaborazioni con grandi aziende.
Questo modello ha attirato investitori e fondi negli anni passati. Tuttavia, i soci fondatori avevano sempre respinto le offerte, preferendo mantenere il controllo. Con la Serie A, invece, il dialogo si è sviluppato su basi diverse: complementarità, visione comune, prospettiva industriale.
La valutazione complessiva dell’operazione si avvicina ai 40 milioni di euro, quasi raddoppiata rispetto a pochi anni fa. Un dato che testimonia quanto il fantasy sport sia diventato un asset strategico nell’economia del calcio moderno.
La regia di De Siervo e la visione della Lega
Tra i promotori dell’operazione c’è l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, da tempo impegnato a rafforzare la dimensione digitale del campionato.
La strategia è coerente con un trend globale: le leghe sportive puntano sempre più su piattaforme proprietarie per controllare contenuti, dati e relazioni con gli utenti. L’acquisizione del 51% consente alla Serie A di guidare lo sviluppo futuro, mantenendo al contempo la continuità gestionale della struttura esistente.
Non si tratta di una semplice operazione finanziaria, ma di una mossa di governance. Il Fantacalcio diventa un’estensione ufficiale del brand Serie A.
Dalla passione al sistema industriale
Per anni il Fantacalcio è stato vissuto come un fenomeno spontaneo, quasi folkloristico. Oggi rappresenta un comparto economico maturo, con margini elevati e una base utenti fidelizzata.
La Serie A, entrando nel capitale, riconosce formalmente il valore strategico di questo universo parallelo. Ogni giornata di campionato non è più solo spettacolo sportivo, ma anche interazione digitale, engagement, community.
Il futuro potrebbe portare nuove funzionalità integrate con i diritti audiovisivi, statistiche ufficiali in tempo reale, contenuti esclusivi per gli utenti premium e sinergie con broadcaster e sponsor.
Una svolta per il calcio italiano
Con questa operazione, la Serie A si posiziona come protagonista nell’evoluzione del calcio verso modelli di business più articolati. Non solo diritti tv e sponsorizzazioni tradizionali, ma piattaforme digitali proprietarie e controllo diretto dell’esperienza dell’utente.
Il Fantacalcio, da fenomeno culturale nato dal basso, entra così nell’orbita istituzionale del massimo campionato. Un passaggio che potrebbe ridisegnare il rapporto tra tifosi, tecnologia e competizione.
La partita, questa volta, non si gioca sul campo. Ma vale quanto una finale.
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