Serie A, assemblea del 16 febbraio: Fantacalcio nel mirino dei club come asset strategico
Il Fantacalcio è gestito da Quadronica Srl, società fondata nel 2008, con 20 dipendenti e controllata al 50% — tramite due veicoli societari — da Nino Ragosta e Luigi Cutolo, imprenditori napoletani classe 1975.
La Lega Serie A torna a riunirsi lunedì 16 febbraio a Milano per una nuova assemblea che potrebbe segnare un passaggio rilevante nella strategia commerciale del campionato.
Serie A, assemblea del 16 febbraio: Fantacalcio nel mirino dei club come asset strategico
Tra i temi all’ordine del giorno spicca l’ipotesi di acquisire il controllo del Fantacalcio, un’operazione che unisce sport, intrattenimento digitale e ricavi pubblicitari, ma che non trova ancora un consenso unanime tra i 20 club.
Assemblea Serie A: sul tavolo governance e nuovi investimenti
Come anticipato da Calcio e Finanza, l’assemblea vedrà la partecipazione dei club di Serie A, in parte in presenza e in parte da remoto. Oltre ai dossier di governance, l’attenzione si concentrerà sulla possibile operazione Fantacalcio, considerata da alcuni dirigenti un investimento naturale per valorizzare l’ecosistema del campionato.
Non tutti, però, condividono la stessa visione. Secondo le indiscrezioni, diversi club nutrono perplessità sui costi e sulle priorità strategiche, rendendo l’incontro del 16 febbraio decisivo per chiarire sostenibilità, ritorni e perimetro dell’operazione.
Da gioco a industria: perché il Fantacalcio è diventato centrale
Quello che per anni è stato un semplice passatempo tra amici è oggi un business digitale strutturato, capace di coinvolgere circa 3 milioni di utenti e di generare quasi 10 milioni di euro di fatturato annuo. A riportarlo è Il Fatto Quotidiano, che ricostruisce la crescita del settore e l’attrattività per investitori e partner.
Il Fantacalcio è gestito da Quadronica Srl, società fondata nel 2008, con 20 dipendenti e controllata al 50% — tramite due veicoli societari — da Nino Ragosta e Luigi Cutolo, imprenditori napoletani classe 1975.
I numeri del Fantacalcio: crescita e marginalità elevate
I dati raccontano un’espansione rapida e costante:
Fatturato 2015: 1,2 milioni di euro
Fatturato atteso: oltre 9 milioni a dieci anni di distanza
Utile netto: vicino ai 4 milioni, con margini particolarmente elevati
Una quota rilevante delle entrate proviene dagli abbonamenti premium, pari a 12 euro l’anno, che garantiscono funzionalità avanzate a centinaia di migliaia di utenti. Il vero salto di qualità, tuttavia, è arrivato dal fronte pubblicitario.
Il modello è cambiato: meno banner tradizionali e più integrazioni native, come sponsor sulle maglie delle fantasquadre o led virtuali durante l’inserimento delle formazioni. Un approccio che ha convinto brand di primo piano come Eni, McDonald’s e Bancomat.
Perché la Serie A guarda al controllo del Fantacalcio
In passato alcuni fondi di investimento avevano presentato offerte, tutte respinte dai soci, storicamente poco inclini a cedere il controllo. Diverso, invece, il dialogo con la Lega Serie A, considerata un partner naturale.
Il legame è strutturale: il Fantacalcio vive delle prestazioni del campionato e, allo stesso tempo, aumenta engagement, audience e interesse verso le partite. Oggi esistono già accordi commerciali che riconoscono alla Lega una partecipazione indiretta stimata intorno al 10%.
L’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, indicato come uno dei principali promotori dell’operazione, punta però a un salto di qualità: acquisire il 51% del capitale, arrivando al controllo della piattaforma.
L’operazione si baserebbe su una valutazione vicina ai 40 milioni di euro, quasi il doppio rispetto a quella di un paio d’anni fa. Un prezzo che riflette la crescita, ma che alimenta anche le resistenze interne.
Club divisi: l’assemblea decisiva
Come riportato da Calcio e Finanza, non tutti i club sarebbero favorevoli a impegnare risorse in questa direzione. Le perplessità riguardano soprattutto il rapporto costo-beneficio e l’opportunità di investire in un asset digitale rispetto ad altre priorità sportive e infrastrutturali.
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