Serie A 2026/2027, svelate le prime date ufficiali: calendario, Supercoppa e novità sul futuro del campionato
Tra i temi più significativi emersi dalle dichiarazioni del presidente della Lega c’è anche l’apertura verso un’ipotesi che fino a pochi anni fa appariva difficilmente percorribile: disputare partite di campionato fuori dai confini italiani.
La prossima stagione di Serie A inizia già a prendere forma. Dalle date del nuovo calendario alla collocazione della Supercoppa Italiana, passando per il dibattito sul format del campionato e l’ipotesi di partite disputate all’estero, il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha delineato i principali temi organizzativi che accompagneranno il calcio italiano nei prossimi mesi.
Serie A 2026/2027, svelate le prime date ufficiali: calendario, Supercoppa e novità sul futuro del campionato
Lega Serie A, Simonelli: "Basta derby all'ultima giornata, contemporaneità? Ci sono esigenze televisive"
L’annuncio più atteso riguarda il calendario del prossimo campionato. Il sorteggio della Serie A 2026/2027 si terrà il 5 giugno a Parma, appuntamento destinato a segnare il primo vero passaggio della nuova annata calcistica. Una scelta pensata anche per consentire ai tifosi di conoscere con largo anticipo date, incroci e trasferte, elemento sempre più centrale nella pianificazione della stagione sportiva.
Supercoppa Italiana: fissate le date, resta da decidere la sede
Prende forma anche il quadro della prossima Supercoppa Italiana. Secondo quanto anticipato da Simonelli, la competizione dovrebbe essere collocata tra il 22 e il 23 dicembre, con la decisione ufficiale attesa dopo il confronto interno alla Lega.
Rimane invece ancora aperta la questione relativa alla sede dell’evento. Il presidente ha spiegato che alcune opzioni tradizionalmente considerate non sarebbero praticabili per ragioni legate al calendario internazionale e al contesto geopolitico. La definizione della località ospitante dovrebbe arrivare a breve.
Serie A all’estero, scenario sempre più concreto
Tra i temi più significativi emersi dalle dichiarazioni del presidente della Lega c’è anche l’apertura verso un’ipotesi che fino a pochi anni fa appariva difficilmente percorribile: disputare partite di campionato fuori dai confini italiani.
Simonelli ha sottolineato come oggi il quadro regolamentare internazionale sia cambiato rispetto al passato. Secondo il presidente, UEFA e FIFA prevedono procedure specifiche che potrebbero consentire, in futuro, l’organizzazione di gare ufficiali all’estero. In questo contesto è stato richiamato anche il progetto legato a Milan-Como a Perth, indicato come un esempio del percorso esplorativo avviato dalla Lega.
Campionato a 18 squadre? Il dibattito resta aperto
Altro nodo destinato a tornare al centro del confronto calcistico è quello del numero di squadre partecipanti alla Serie A. Il tema della riduzione del campionato continua a dividere dirigenti e istituzioni.
Simonelli ha evidenziato l’esistenza di posizioni differenti: c’è chi sostiene il mantenimento dell’attuale formula a 20 squadre, chi spinge per un torneo a 18 e chi immagina un taglio ancora più netto. Qualsiasi eventuale cambiamento, tuttavia, richiederebbe un accordo ampio tra le componenti federali, considerando le implicazioni dirette sui meccanismi di promozione e retrocessione che coinvolgono anche la Serie B.
Nel ragionamento del presidente pesa però anche un elemento di contesto: i numeri di partecipazione del pubblico. Simonelli ha richiamato l’elevato riempimento degli stadi e la crescita dell’interesse televisivo come segnali di un campionato che continua a mantenere forte attrattività.
Contemporaneità o spezzatino? La posizione della Lega
Non manca infine il capitolo dedicato alla programmazione televisiva, tema ciclicamente al centro delle discussioni tra tifosi, broadcaster e istituzioni sportive.
Simonelli riconosce il valore simbolico e sportivo della contemporaneità delle partite, soprattutto nei momenti decisivi della stagione. Allo stesso tempo, però, ribadisce il peso economico delle esigenze televisive nella costruzione del calendario.
La linea della Lega appare chiara: i diritti audiovisivi rappresentano una componente strutturale del sistema calcio e la distribuzione degli orari delle gare resta fortemente legata alle strategie dei broadcaster che acquistano il prodotto Serie A.
Con il calendario in arrivo, la Supercoppa in fase di definizione e il dibattito su format, stadi e internazionalizzazione sempre più acceso, la stagione 2026/2027 del calcio italiano comincia già a delineare la propria agenda. E le prossime settimane potrebbero chiarire ulteriormente quale direzione intende prendere la Serie A sul piano sportivo, commerciale e organizzativo.
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