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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Rocchi, il legale dopo la richiesta di archiviazione: "Ha pagato un prezzo altissimo, ora valuteremo i prossimi passi"

"Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante. Perché quando è esplosa la cosa si parlava più di lui che di Trump", ha affermato.

Rocchi, il legale dopo la richiesta di archiviazione: "Ha pagato un prezzo altissimo, ora valuteremo i prossimi passi"
La richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Milano nei confronti di Gianluca Rocchi segna un passaggio importante nell'inchiesta sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali. Dopo la decisione dei magistrati, è arrivata la prima reazione del collegio difensivo dell'ex designatore arbitrale, che ha espresso soddisfazione per l'esito dell'indagine pur sottolineando le conseguenze personali e professionali affrontate dal proprio assistito.

Rocchi, il legale dopo la richiesta di archiviazione: "Ha pagato un prezzo altissimo, ora valuteremo i prossimi passi"

Intervenuto ai microfoni di LaPresse, l'avvocato Antonio D'Avirro ha spiegato di aver parlato con Rocchi subito dopo la notizia. "L'ho sentito ed è molto contento, ora valuteremo cosa fare. Domani lo vedrò e ne parleremo per bene", ha dichiarato il legale, aggiungendo che, nonostante la vicenda si sia conclusa in tempi relativamente contenuti, il peso mediatico dell'inchiesta è stato particolarmente gravoso. "Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante. Perché quando è esplosa la cosa si parlava più di lui che di Trump", ha affermato.

L'avvocato ha inoltre evidenziato come l'interrogatorio sostenuto da Rocchi nei giorni scorsi abbia rappresentato un momento decisivo nell'evoluzione dell'inchiesta. Secondo D'Avirro, durante il confronto con i magistrati l'ex designatore avrebbe risposto in maniera dettagliata a tutte le contestazioni, chiarendo le modalità con cui venivano effettuate le designazioni arbitrali. "Aveva risposto puntualmente a tutte le contestazioni che gli erano state mosse e che aveva giustificato", ha spiegato il legale, sostenendo che Rocchi avrebbe dimostrato di aver sempre operato "in piena autonomia" e senza subire condizionamenti esterni.

Un altro passaggio riguarda il filone d'indagine relativo alle cosiddette "bussate" alla sala VAR di Lissone, fascicolo che è stato trasmesso per competenza alla Procura di Monza. Anche su questo punto D'Avirro ha espresso la propria posizione, escludendo che tali episodi possano configurare una frode sportiva. "Le 'bussate' non capisco come possano integrare una frode sportiva, erano finalizzate a correggere un grave errore in cui era incorso l'arbitro e non certo ad alterare il risultato della gara. Giuridicamente non vedo come possa profilarsi una frode sportiva", ha dichiarato. Sul possibile intervento della giustizia sportiva, il difensore ha invitato ad attendere gli sviluppi, ricordando che gli atti potranno essere trasmessi alla Procura Federale della FIGC. Secondo il suo punto di vista, tuttavia, il principale elemento contestato nell'inchiesta sarebbe ormai venuto meno. "Quello che era il fatto grave e contestato come frode sportiva, che avrebbe potuto dar luogo a una contestazione di illecito sportivo, mi sembra sia caduto pacificamente", ha concluso. Sulla stessa linea anche l'altro componente del collegio difensivo, Antonio Bana, che ha commentato la decisione della Procura evidenziando il metodo seguito dagli inquirenti. Sempre secondo quanto riferito da LaPresse, il legale ha affermato che gli accertamenti sono stati svolti "con prudenza e responsabilità", prendendo in considerazione anche gli elementi favorevoli al proprio assistito e nel rispetto dei principi costituzionali.
Andrea Fiorentino · Redattore