Real Madrid, Cucurella si commuove parlando del figlio Mateo: "Vederlo soffrire è la cosa più dura"
La scelta di parlare pubblicamente della propria esperienza nasce anche dalla volontà di sensibilizzare altre famiglie e contribuire a una maggiore attenzione verso il mondo dell'autismo.
Dietro i successi sul campo, le vittorie con la Spagna e il sorriso che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili del calcio internazionale, Marc Cucurella custodisce una storia profondamente personale.
Real Madrid, Cucurella si commuove parlando del figlio Mateo: "Vederlo soffrire è la cosa più dura"
Il difensore spagnolo è tornato virale sui social per un'intervista nella quale ha raccontato il rapporto con il figlio Mateo, al quale è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico (Asd) di livello 1.
Il video, tratto da un'intervista realizzata nel luglio 2025 da Pau Brunet e successivamente ripubblicata integralmente sul suo canale YouTube, ha emozionato migliaia di persone. Dopo la domanda sul momento più bello vissuto con il figlio, Cucurella non è riuscito a trattenere le lacrime, mostrando un lato lontano dalla dimensione del campione abituato alla pressione degli stadi.
"Vedere un figlio soffrire è una delle cose più dure"
Il calciatore ha raccontato con grande sincerità il percorso affrontato insieme alla compagna Claudia e alla famiglia dopo la diagnosi di Mateo. Un cammino fatto di comprensione, adattamento e ricerca continua degli strumenti migliori per accompagnare la crescita del bambino.
"Nessuno ha una vita perfetta. Quando diventi padre impari a esserlo e, se hai un figlio autistico, il percorso diventa più complesso. Devi capire di cosa ha bisogno, quali sono le sue richieste", ha spiegato Cucurella.
Il momento più doloroso, ha raccontato il difensore, è stato accettare alcune difficoltà quotidiane: "Vedere tuo figlio soffrire credo sia una delle cose più dure che ci siano. A volte non so come aiutarlo. Ogni notte piango per lui. Quando torno a casa due dei miei figli mi corrono incontro, lui no. E questo mi spezza il cuore".
Parole che raccontano la fragilità di un padre prima ancora che la fama di un calciatore.
Ogni piccolo traguardo diventa una vittoria
Cucurella ha però sottolineato anche il valore dei piccoli progressi conquistati giorno dopo giorno. Grazie al sostegno di specialisti, scuole e persone vicine alla famiglia, Mateo continua il proprio percorso di crescita.
"Quando raggiungi qualcosa, quando fai un piccolo passo avanti, sei molto più felice", ha raccontato il giocatore spagnolo, spiegando come questa esperienza gli abbia cambiato il modo di guardare la vita e le priorità.
La scelta di parlare pubblicamente della propria esperienza nasce anche dalla volontà di sensibilizzare altre famiglie e contribuire a una maggiore attenzione verso il mondo dell'autismo.
La storia dei capelli ricci: un legame con le origini
Negli anni molti hanno collegato la caratteristica chioma riccia di Cucurella alla volontà di essere riconoscibile dal figlio durante le partite. Una versione che, come spiegato dal calciatore, non trova conferma nelle sue parole.
L'origine di quel look risale invece all'infanzia, quando sua madre Patricia decise di lasciargli crescere i capelli per riuscire a individuarlo più facilmente sul campo mentre era sugli spalti. "Mia madre mi riconosceva dai capelli, ormai fa parte di me. È il mio stile e resterà così", ha raccontato.
Una particolarità diventata simbolo del suo personaggio, ma che oggi passa quasi in secondo piano rispetto alla storia più importante: quella di un padre che affronta ogni giorno una partita diversa, fatta di amore, pazienza e speranza.
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