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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Quando il Nord Italia gridò allo scandalo per l'acquisto di mister 2 miliardi

Quando il Nord Italia gridò allo scandalo per l'acquisto di mister 2 miliardi
RAVENNA, ITALY - AUGUST 08: Former player Giuseppe Savoldi and Edward De Laurentiis, Napoli's Team Manager during the preseason friendly match between Bologna and Napoli on August 8, 2010 in Ravenna, Italy. (Photo by Roberto Serra/Getty Images)
Estate 1975, Corrado Ferlaino da presidente del Napoli decise che era arrivato il momento di puntare forte sul mercato per provare a vincere il primo, sospirato scudetto. Il Napoli allenato da Luis Vinicio aveva appena chiuso la stagione con un brillantissimo secondo posto in campionato alle spalle della Juventus. Solo due punti di distacco, uno svantaggio minimo che fu procurato da due fatti: quel Napoli spumeggiante riuscì a vincere solo una gara in trasferta, l'ultima a Varese e poi perse entrambi gli scontri diretti con Madame, il clamoroso 2-6 dello stadio San Paolo ed il 2-1 firmato da Core ngrato Altafini, quando ormai le squadre stavano per chiudere il match con un 1-1 che sarebbe andato anche stretto agli azzurri.

"Invece di costruire ospedali, spendono i soldi per Savoldi" era una delle frasi discriminatorie

Quel risultato convinse Ferlaino a fare una grande operazione per acquistare il centravanti che in quel momento andava per la maggiore: Beppe Savoldi. Costo dell'operazione, due miliardi di lire al Bologna che prese anche Sergio Clerici come contropartita.  Ma fu un errore, perchè si trattava di due calciatori completamente diversi tra loro. Savoldi era il classico centravanti da area di rigore, rigorista infallibile, ma il Gringo Clerici era una punta centrale di movimento, che permetteva alla squadra di giocare ed a tutti di andare in gol. Ma Ferlaino volle accollarsi questo sacrificio e Napoli impazzì per l'arrivo di Beppe gol. Una mossa di mercato che lasciò spiazzate le grandi del calcio italiano, preoccupate che il Napoli potesse diventare davvero un pericolo costante in chiave scudetto. Da quel momento fu presa di mira la città di Napoli, con considerazioni razziste e discriminanti. Per esempio, si leggeva e si sentiva che a Napoli "invece di usare i due miliardi per costruire ospedali, hanno comprato Savoldi", oppure "c'è l'immondizia nelle strade e, invece di adoperarsi per rimuoverla e bloccare l'epatite, sprecano i soldi comprando calciatori". Questa campagna denigratoria si concluse quando il Napoli cominciò a perdere colpi in un campionato che si chiuse con lo scudetto al Torino e con il Napoli mestamente quinto in classifica.  Ad annunciare la morte di Savoldi all'età di 79 anni è stato il figlio Gianluca sui social. "Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe": inizia così il post del figlio Gianluca, anche lui ex calciatore del Napoli e adesso allenatore. Ringraziamo i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIIl e dell'lstituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche" conclude il post social.
Raffaele Auriemma · Redattore