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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Pulisic nel labirinto: il digiuno da record, la fascia persa e l'allarme di Pochettino

Il problema abbraccia l'intero anno solare: un 2026 accidentato come una mulattiera, in cui lo statunitense non riesce a scrollarsi

Pulisic nel labirinto: il digiuno da record, la fascia persa e l'allarme di Pochettino
Christian Pulisic si è portato dietro dall'ultima parentesi dedicata alle Nazionali, come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport, molte parole e pochissima sostanza. Sicuramente meno di quanta avrebbe voluto spremerne per invertire la rotta. Definire la sua attuale parabola discendente come un semplice "momento" risulterebbe riduttivo. Il problema abbraccia l'intero anno solare: un 2026 accidentato come una mulattiera, in cui lo statunitense non riesce a scrollarsi di dosso una fastidiosa patina di ruggine che ne depotenzia l'efficacia offensiva e ne alimenta la frustrazione. Parlare di un vero e proprio caso interno potrebbe apparire eccessivo, ma i pensieri esternati in questi giorni dal giocatore impongono una riflessione profonda sulle sue condizioni psicofisiche in vista del rush finale della stagione rossonera.

Niente panico ma tanta ruggine: il Diavolo aspetta il riscatto del suo leader contro il Napoli

Le recenti uscite con la maglia degli Stati Uniti hanno certificato in modo crudele il momento di appannamento. Dopo la pesantissima sconfitta per 5-2 contro il Belgio, trascinato per ironia della sorte dal compagno milanista Alexis Saelemaekers, Pulisic non ha nascosto la propria amarezza: "Sono deluso, devo concretizzare le mie occasioni. In certi momenti mi aspetto senza dubbio di fare meglio". Un'autocritica lucida, seguita dalla speranza di una scintilla imminente, affidata più al pragmatismo che alla disperazione: "È un periodo difficile, ma mi sento bene fisicamente e sto creando occasioni. Devo solo restare positivo. So che a un certo punto la palla colpirà il mio ginocchio ed entrerà, e allora tutto cambierà. Non mi faccio prendere dal panico. Meglio ora che in estate, le cose cambieranno". Il riferimento specifico è legato a una clamorosa palla gol sprecata. Un errore sanguinoso che non è passato inosservato nemmeno al commissario tecnico Mauricio Pochettino. L'allenatore ha analizzato il blackout della sua stella senza troppi giri di parole: "Un’occasione gigantesca. Avremmo dovuto segnare, nel calcio i dettagli fanno la differenza e forse il risultato sarebbe stato diverso". La scossa non è arrivata nemmeno nel secondo impegno contro il Portogallo (orfano di Rafa Leao): un'altra sconfitta per 2-0 e un solo tempo giocato prima della sostituzione. Insomma, nel Milan come in Nazionale, Pulisic pare aver tolto il "follow" al gol, smarrendo quella confidenza con la rete che nella prima parte di stagione sgorgava copiosa dai suoi piedi. A complicare il quadro psicologico c'è la delicata questione della gerarchia interna agli USA. L'appellativo di "Capitan America" risulta oggi improprio: Pochettino ha deciso di togliergli la fascia dal braccio già da diverse partite, e non vi è alcuna certezza che il giocatore torni a indossarla per l'attesissimo Mondiale casalingo. Un'ulteriore, pesante fonte di turbamento per un elemento abituato a essere riconosciuto come l'icona assoluta del soccer in patria e, parallelamente, uno dei pilastri inamovibili nello scacchiere del Diavolo. I numeri, d'altronde, certificano una crisi inedita: il tabellino segna oltre novanta giorni senza reti. L'ultima esultanza risale al 28 dicembre contro il Verona, un digiuno di tre mesi mai registrato prima d'ora nella sua avventura a Milano. Il primo allenamento a Milanello suona però come una potenziale chiamata alla redenzione. All'orizzonte c'è la sfida cruciale contro il Napoli, avversario contro cui Christian fu letteralmente devastante nel girone d'andata, siglando una rete e fornendo l'assist per il 2-1 finale. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore