Paura per Mancini a Doha: missili e allarmi mentre era in chiesa, il racconto dell’ex ct
"Ha iniziato a suonare l’allarme sul cellulare, con messaggi in arabo. Ne sono arrivati cinque o sei di seguito. Subito dopo abbiamo sentito le esplosioni. Eravamo a messa quando sono arrivati gli alert e ci dicevano di tornare subito a casa e di non muoverci".
Momenti di grande tensione per Roberto Mancini a Doha, dove l’ex commissario tecnico della Nazionale italiana si trova attualmente per allenare l’Al Sadd.
Paura per Mancini a Doha: missili e allarmi mentre era in chiesa, il racconto dell’ex ct
L’allenatore ha raccontato lo spavento vissuto durante le recenti esplosioni che hanno colpito l’area del Golfo, in un clima internazionale sempre più teso dopo gli attacchi militari che hanno coinvolto Iran, Stati Uniti e Israele.
L’allarme è scattato all’improvviso, mentre si trovava in chiesa. Pochi minuti dopo sono arrivate le esplosioni, avvertite chiaramente anche nella capitale del Qatar.
L’allarme sul telefono mentre era a messa
A raccontare l’episodio è stato lo stesso Roberto Mancini, che oggi vive a Doha dopo aver iniziato la sua esperienza sulla panchina dell’Al Sadd.
"Ha iniziato a suonare l’allarme sul cellulare, con messaggi in arabo. Ne sono arrivati cinque o sei di seguito. Subito dopo abbiamo sentito le esplosioni. Eravamo a messa quando sono arrivati gli alert e ci dicevano di tornare subito a casa e di non muoverci".
Una situazione improvvisa, che ha colto di sorpresa molti residenti stranieri presenti nella zona, tra cui diversi italiani.
La preoccupazione della famiglia
Dopo la diffusione delle notizie sugli attacchi, la prima reazione è stata quella dei familiari. Mancini ha raccontato di aver ricevuto subito una telefonata dalla madre, spaventata per quanto stava accadendo.
"Mia madre mi ha chiamato, era molto preoccupata. Le ho detto di stare tranquilla, almeno per il momento".
L’ex ct ha anche condiviso sui social alcuni video delle esplosioni visibili nel cielo sopra Doha, spiegando che i rumori sentiti provenivano proprio da quegli attacchi.
"Con tutte le forze militari presenti nel Golfo pensavamo che potesse succedere qualcosa, ma speravamo che la diplomazia riuscisse a evitare tutto questo".
Anche D’Ambrosio bloccato a Dubai: "Tre droni sopra di noi"
Situazione simile anche per Danilo D'Ambrosio, che si trova a Dubai con la famiglia e ha raccontato momenti di forte paura dopo l’arrivo degli avvisi di emergenza.
"Abbiamo ricevuto molti alert sui telefoni. Tre droni ci sono esplosi praticamente sopra la testa. Siamo andati via subito e ci siamo rifugiati a casa di un amico. Cadevano detriti e la gente era nel panico".
L’ex difensore ha spiegato di aver trascorso la notte in un rifugio improvvisato, tra allarmi continui e nuove esplosioni, in attesa che la situazione si stabilizzi e che venga riaperto lo spazio aereo per poter rientrare.
Italiani bloccati nel Golfo, cresce la tensione
La chiusura dello spazio aereo in diverse zone della penisola arabica ha lasciato molte persone impossibilitate a partire, mentre le autorità locali continuano a monitorare la situazione.
Tra sportivi, artisti e rappresentanti istituzionali presenti nell’area, in molti hanno raccontato ore di paura, confermando come la tensione internazionale abbia avuto conseguenze immediate anche sulla vita quotidiana.
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