Parma-Cagliari, Valenti, stesso blocco ma decisione opposta: il caso Maignan-Caprile riaccende il tema dell’uniformità arbitrale
L’episodio avvenuto in Parma-Cagliari riporta sotto i riflettori uno dei temi più discussi di questa stagione di Serie A: la mancanza di uniformità nelle valutazioni arbitrali, soprattutto sui contatti in area durante i calci piazzati.
Nel giro di pochi giorni, la stessa giocata ha prodotto due decisioni completamente diverse. Ancora protagonista Lautaro Valenti, ancora un calcio d’angolo, ancora un contatto con il portiere. Ma questa volta il fischio dell’arbitro ha cambiato tutto.
Parma-Cagliari, Valenti, stesso blocco ma decisione opposta: il caso Maignan-Caprile riaccende il tema dell’uniformità arbitrale
L’episodio avvenuto in Parma-Cagliari riporta sotto i riflettori uno dei temi più discussi di questa stagione di Serie A: la mancanza di uniformità nelle valutazioni arbitrali, soprattutto sui contatti in area durante i calci piazzati.
Il precedente di San Siro: il blocco su Maignan e il gol convalidato
La prima polemica nasce a San Siro, nella sfida tra Milan e Parma.
Su un calcio d’angolo, Valenti si posiziona davanti a Mike Maignan, ostacolandone l’uscita. L’azione porta al gol dei ducali e inizialmente l’arbitro annulla per fallo sul portiere.
Il VAR richiama però il direttore di gara alla revisione a bordo campo.
Dopo l’on field review, la decisione cambia: rete convalidata.
Nel chiarimento successivo a Open VAR, l’ex arbitro Dino Tommasi aveva spiegato così la scelta:
"Il difensore è fermo, non va verso il portiere e ha diritto di occupare quella posizione. Non c’è fallo, la revisione è corretta".
Una lettura che aveva fatto discutere, soprattutto tra i tifosi rossoneri, convinti che il contatto avesse impedito a Maignan di intervenire.
Parma-Cagliari, stesso blocco ma fischio opposto su Caprile
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Passano pochi giorni e la stessa scena si ripete al Tardini, durante Parma-Cagliari.
Ancora angolo, ancora Valenti davanti al portiere, questa volta Elia Caprile.
Il difensore argentino resta fermo, con il corpo a contatto con l’estremo difensore, esattamente come nell’episodio contro il Milan.
Stavolta però l’arbitro Luca Massimi fischia fallo in attacco, interrompendo l’azione.
La differenza, secondo la lettura arbitrale, starebbe nel movimento del portiere del Cagliari, che prova a uscire con maggiore decisione rispetto a Maignan, rendendo più evidente l’ostruzione.
Un dettaglio tecnico che però non convince molti osservatori, perché la dinamica del contatto appare molto simile.
Proteste e polemiche: il vero nodo è la coerenza
La decisione ha riacceso immediatamente le discussioni, soprattutto tra i tifosi del Milan, che vedono nell’episodio la conferma di un problema più grande.
Non tanto l’errore in sé, quanto la differenza di interpretazione a distanza di una settimana.
Il gol convalidato a San Siro aveva avuto un peso importante sulla classifica, contribuendo ad aumentare il distacco dalla capolista Inter.
Per questo motivo il nuovo fischio contro il Parma è stato vissuto come una beffa, più che come una semplice decisione arbitrale.
Nel calcio moderno, dove il VAR dovrebbe garantire uniformità, episodi come questo alimentano il dubbio che il problema non sia la tecnologia, ma il modo in cui viene interpretata.
Blocchi sui portieri, la zona grigia che divide arbitri e VAR
I contatti sui calci d’angolo restano una delle situazioni più difficili da valutare.
Il regolamento consente al difendente di occupare una posizione, ma vieta di impedire l’intervento del portiere.
La linea di confine è sottile e spesso dipende da dettagli minimi:
un passo in avanti, un movimento del braccio, l’intensità del contatto, la possibilità reale di giocare il pallone.
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