Paris Saint-Germain, Safonov insuperabile dal dischetto: quinto rigore parato consecutivo e investitura di Luis Enrique. E Donnarumma finisce sullo sfondo
"Nel corso della mia carriera ho allenato molti grandi portieri sui rigori, ma Safonov è il migliore di tutti nel leggere il tiratore e scegliere il lato giusto".
Matvey Safonov si prende la scena del calcio europeo e lo fa nel modo più decisivo possibile: parando il quinto rigore consecutivo e diventando, di fatto, il nuovo punto fermo tra i pali del Paris Saint-Germain.
Paris Saint-Germain, Safonov insuperabile dal dischetto: quinto rigore parato consecutivo e investitura di Luis Enrique. E Donnarumma finisce sullo sfondo
L’ultima vittima è lo Strasburgo, con il penalty neutralizzato che ha spianato la strada al successo esterno dei parigini. Un gesto tecnico che ha rafforzato una gerarchia ormai chiara e certificata dalle parole dell’allenatore.
Luis Enrique incorona Safonov
Al termine della gara, Luis Enrique non ha lasciato spazio a interpretazioni:
"Nel corso della mia carriera ho allenato molti grandi portieri sui rigori, ma Safonov è il migliore di tutti nel leggere il tiratore e scegliere il lato giusto".
Un attestato di stima pesantissimo, che va oltre il singolo episodio e racconta una scelta tecnica ormai consolidata. Il portiere russo è oggi il titolare del PSG, davanti a Lucas Chevalier, arrivato in estate per 55 milioni di euro e relegato stabilmente in panchina.
Numeri da record e leadership silenziosa
Safonov aveva già impressionato a dicembre, nella finale di Coppa Intercontinentale contro il Flamengo, parando addirittura quattro rigori e risultando decisivo per la conquista del trofeo. La parata contro Panichelli a Strasburgo conferma una tendenza che lo colloca ai vertici europei: nessun altro portiere, in questo momento, vanta una simile striscia dal dischetto.
Il suo punto di forza non è solo l’esplosività, ma la capacità di decifrare il rigorista, qualità che Luis Enrique considera centrale nel suo modello di gioco e nella gestione dei momenti chiave delle partite.
Il caso Chevalier e la svolta tecnica
La parabola di Chevalier è emblematica. Partito con grandi aspettative, il francese aveva esordito positivamente, parando rigori in Supercoppa europea contro il Tottenham, poi contro Tolosa e Marsiglia. Tuttavia, errori, incertezze e una continuità mai trovata nei primi mesi parigini hanno spinto lo staff tecnico a rivedere le gerarchie.
Da scelta progettuale, Chevalier è diventato una seconda linea. Safonov, inizialmente alternativa, è oggi la certezza.
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