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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Omicidio Luca Esposito, fermato un 26enne: ha confessato il delitto

Secondo quanto comunicato dalla Procura, un elemento determinante per risalire al presunto autore del delitto è stata un'impronta digitale rilevata sull'autovettura di Esposito, ritrovata a breve distanza dal luogo in cui è stato scoperto il cadavere.

Omicidio Luca Esposito, fermato un 26enne: ha confessato il delitto
Svolta nelle indagini sull'omicidio del giornalista pubblicista Luigi "Luca" Esposito, il 53enne trovato senza vita e con il corpo carbonizzato nelle campagne di Eboli.

Omicidio Luca Esposito, fermato un 26enne: ha confessato il delitto

Nella notte tra venerdì e sabato i Carabinieri hanno fermato un uomo ritenuto responsabile del delitto. Si tratta di un 26enne di origine tunisina, senza fissa dimora e irregolare sul territorio italiano, che ha confessato l'omicidio durante l'interrogatorio davanti al pubblico ministero. A riferirlo è la Procura della Repubblica di Salerno, che coordina le indagini. L'uomo è stato rintracciato all'interno di un casolare abbandonato nella località Cioffi, al termine di una vasta operazione condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno. Alla vista dei militari avrebbe tentato inizialmente la fuga, per poi barricarsi all'interno dell'edificio, venendo infine bloccato.

Decisiva un'impronta digitale sull'auto della vittima

Secondo quanto comunicato dalla Procura, un elemento determinante per risalire al presunto autore del delitto è stata un'impronta digitale rilevata sull'autovettura di Esposito, ritrovata a breve distanza dal luogo in cui è stato scoperto il cadavere. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito i contatti telefonici intercorsi tra il giornalista e il 26enne, accertando che i due si conoscevano da tempo e si erano sentiti anche nella giornata di sabato, prima di incontrarsi. Nel corso dell'interrogatorio, il giovane avrebbe ammesso di aver litigato con Esposito, di averlo ucciso e successivamente di aver dato fuoco al corpo, indicando anche i motivi che avrebbero portato all'aggressione. La Procura ha precisato che il movente sarebbe riconducibile a "varie ragioni", senza fornire ulteriori dettagli.

Recuperati telefono e carta di pagamento della vittima

Durante la perquisizione del casolare dove il sospettato si nascondeva, i Carabinieri hanno rinvenuto il telefono cellulare e una carta di pagamento elettronico appartenenti al giornalista. Il fermato, incensurato, era già stato identificato in passato nel corso di un controllo proprio nella stessa area, circostanza che ha consentito agli investigatori di disporre delle sue foto segnaletiche. Per localizzarlo è stata impiegata anche un'attività di geolocalizzazione sviluppata con il supporto del Reparto Indagini Tecniche del ROS, mentre alle ricerche hanno partecipato anche i militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia.

Esclusa la pista legata all'attività giornalistica

Gli inquirenti hanno escluso fin dalle prime fasi investigative che l'omicidio possa essere collegato all'attività professionale di Esposito, noto come opinionista sportivo per emittenti televisive e testate campane e direttore di un notiziario sportivo online. Intanto gli accertamenti medico-legali hanno evidenziato ulteriori elementi investigativi. Secondo quanto emerso dall'autopsia, il giornalista potrebbe essere stato ancora vivo, seppur in condizioni gravissime, quando il corpo è stato incendiato: nei polmoni sarebbero infatti state riscontrate tracce di inalazione di fumo, un dato che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nel prosieguo dell'inchiesta. Parallelamente, gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi movimenti della vittima e verificando ogni aspetto della sua vita privata e professionale. Tra gli elementi chiariti figura anche la smentita dell'ARPAC Campania, che ha precisato come Esposito non fosse un proprio dipendente, nonostante ad alcune persone avesse riferito di lavorare per l'Agenzia regionale. AF
Andrea Fiorentino · Redattore