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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Non solo ville storiche e castelli, il calcio è cultura: il FAI incorona il catino di Fuorigrotta

Lo Stadio Diego Armando Maradona appartiene di diritto a questa ristretta cerchia di monumenti popolari: quando si potrà vedere

Non solo ville storiche e castelli, il calcio è cultura: il FAI incorona il catino di Fuorigrotta
A general view of studio Diego Armando Maradona during the Coppa Italia match between SSC Napoli and Empoli FC at Stadio Diego Armando Maradona Naples Italy on 13 January 2021. (Photo by Franco Romano/NurPhoto via Getty Images)
Ci sono luoghi che, pur non vantando guglie gotiche, tele rinascimentali o capitelli corinzi, custodiscono l'anima più profonda, viscerale e identitaria di una metropoli. Lo Stadio Diego Armando Maradona appartiene di diritto a questa ristretta cerchia di monumenti popolari. E la consacrazione definitiva, semmai ce ne fosse ancora bisogno per il popolo partenopeo, arriva direttamente dal Fondo per l'Ambiente Italiano: il catino di Fuorigrotta sarà infatti uno dei grandi protagonisti della 34esima edizione delle Giornate FAI di Primavera.

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Nel weekend di sabato 21 e domenica 22 marzo, la Penisola si trasformerà in un immenso museo a cielo aperto. I numeri del grande evento nazionale sono imponenti: ben 780 luoghi della cultura verranno spalancati al pubblico in 400 città italiane. Un itinerario sconfinato (accessibile con un contributo libero) che spazierà tra ville storiche, castelli, istituti di ricerca, laboratori artigiani e un focus speciale dedicato agli 800 anni dalla morte di Francesco d'Assisi, declinato in otto regioni. Eppure, in questo sterminato patrimonio di inestimabile valore, a rubare l'occhio per fascino e curiosità ci sono le deviazioni dalla cultura classica: accanto a un'antica idrovora, spicca fiero proprio il tempio del calcio partenopeo. Inaugurato nel lontano 1959, l'impianto che è stato il palcoscenico del Pibe de Oro e che oggi è l'invalicabile fortino della SSC Napoli offrirà ai visitatori un'esperienza immersiva, solitamente preclusa ai non addetti ai lavori. Non sarà la classica gita sugli spalti a stadio vuoto: il percorso delineato permetterà di scendere fisicamente a bordo campo, per respirare l'odore dell'erba e cogliere la prospettiva vertiginosa che i calciatori hanno dal terreno di gioco. Il vero fiore all'occhiello dell'apertura, tuttavia, sarà l'accesso al leggendario "Miglio Azzurro". Si tratta del percorso nevralgico utilizzato abitualmente dagli atleti per il riscaldamento e la preparazione pre-gara; un vero e proprio sacrario in cui si consumano la tensione e l'adrenalina prima di farsi inghiottire dal boato dei cinquantamila. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore