Si chiude senza clamore, ma con un peso evidente, l’avventura di Francesco Ciccio Calzona sulla panchina della Slovacchia. Dopo quasi quattro anni, il tecnico italiano ha deciso di non proseguire il rapporto con la federazione, rifiutando la proposta di rinnovo.
Nazionali, Calzona lascia la Slovacchia: addio dopo il flop Mondiale, ora è occasione sul mercato
Una scelta maturata in un contesto tutt’altro che semplice, segnata soprattutto dalla mancata qualificazione ai Mondiali.
Il ko con il Kosovo che ha cambiato tutto
A incidere in modo decisivo è stata la sconfitta contro il Kosovo, un 4-3 in semifinale che ha sancito l’eliminazione della Slovacchia e compromesso l’accesso alla competizione iridata.
Una partita spettacolare nel punteggio, ma difficile da digerire per peso e conseguenze. Da quel momento, la permanenza di Calzona è apparsa sempre più incerta.
"Abbiamo dato tutto, ma non è bastato", sarebbe stato il clima emerso dopo il match, con la consapevolezza di aver mancato un obiettivo fondamentale.
Un percorso tra alti e bassi
L’esperienza alla guida della Slovacchia, iniziata nel 2022, lascia comunque un bilancio articolato. In 40 partite, Calzona ha raccolto risultati alterni, ma anche momenti significativi.
Tra questi, il percorso a UEFA Euro 2024, dove la squadra riuscì a spingersi fino agli ottavi di finale, fermata solo dall’Inghilterra.
Un traguardo che aveva dato credibilità al progetto, poi però ridimensionato dagli sviluppi successivi.
Il precedente al Napoli e una reputazione da ricostruire
Nel percorso recente di Calzona pesa anche l’esperienza sulla panchina del Napoli, vissuta in una fase complicata della stagione 2023/24. Subentrato in corsa, non riuscì a invertire la rotta di una squadra già in difficoltà.
Un passaggio breve ma significativo, che ha contribuito a definire la percezione del tecnico nel panorama italiano.
Una nuova opportunità all’orizzonte
Nonostante l’addio alla Slovacchia, Calzona resta un profilo interessante sul mercato degli allenatori. L’esperienza internazionale, unita alla conoscenza del calcio italiano, lo rende una soluzione valutabile per club in cerca di un progetto tecnico da rilanciare.
Ora si apre una nuova fase della sua carriera. Senza una panchina, ma con la possibilità di scegliere con attenzione il prossimo passo.
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