Il Napoli può tirare un sospiro di sollievo: Scott McTominay sarà regolarmente a disposizione per la sfida di campionato contro la Roma. Nonostante l’emergenza a centrocampo e il peso specifico dello scozzese nello scacchiere azzurro, Antonio Conte ha scelto la linea della prudenza, decidendo di non rischiarlo nel quarto di finale di Coppa Italia contro il Como.
Napoli, McTominay, sospiro di sollievo: contro la Roma ci sarà. Conte non lo rischia in Coppa Italia
L’infiammazione al tendine che coinvolge la zona tra gluteo e muscoli ischiocrurali è un problema noto e già gestito nelle ultime settimane. Non si tratta di un infortunio grave, ma di una condizione che impone attenzione, soprattutto considerando il carico di lavoro accumulato da McTominay: 27 partite stagionali, Nazionale compresa, e nessuna vera pausa dal 18 ottobre.
In un centrocampo già impoverito dalle assenze di De Bruyne, Gilmour e Anguissa, il rischio di forzare i tempi sarebbe eccessivo. Per questo la decisione è chiara: riposo contro il Como, presenza garantita contro la Roma, dove in palio c’è una fetta consistente di qualificazione alla prossima Champions League.
Un rendimento decisivo
I numeri spiegano meglio di qualsiasi definizione perché McTominay sia considerato insostituibile. In stagione ha segnato 10 gol, di cui 7 in campionato, tutti pesantissimi. Le statistiche sono nette: quando segna McTominay, il Napoli non perde.
Tra le sue reti più significative:
la doppietta a San Siro contro l’Inter nel 2-2,
il gol decisivo contro il Verona,
la rete nel 3-1 casalingo contro l’Inter,
l’apertura di stagione contro il Sassuolo,
il sigillo pesantissimo a Marassi, nella vittoria sul Genoa.
A questi si aggiunge il contributo con la Nazionale, culminato in una prestazione decisiva che ha portato alla qualificazione ai Mondiali.
Un leader totale, non solo un centrocampista
McTominay non è soltanto il vice-capocannoniere del Napoli alle spalle di Hojlund, ma anche un giocatore capace di interpretare più ruoli: mezzala, mediano, esterno sinistro e, nei momenti di difficoltà, persino regista aggiunto accanto a Lobotka. Una duttilità che lo rende centrale in ogni assetto tattico.
Anche fuori dal campo il suo peso è evidente. A Genova, nonostante l’uscita forzata all’intervallo, è rimasto in panchina, ha sfidato il freddo, ha esultato con i compagni e abbracciato Hojlund dopo il gol del 3-2. Segnali di leadership che vanno oltre i novanta minuti.
Conte costretto a inventare
Senza McTominay, contro il Como Conte dovrà reinventare il centrocampo, come già fatto nel finale di Marassi, quando il Napoli si è disposto in una sorta di 3-5-1, facilmente trasformabile in 3-5-2. Le alternative sono poche, ma il sacrificio è considerato necessario.
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