Napoli, furia De Laurentiis dopo Atalanta: telefonata a Gravina e un “dossier” che attraversa tutta la stagione
L’ultimo detonatore è stato il match contro l’Atalanta. Prima il rigore concesso per il contatto tra Hien e Hojlund, poi la revisione al Var e il ribaltamento della decisione. Pochi minuti più tardi, un’azione molto simile: trattenute reciproche tra gli stessi protagonisti, assist del danese per…
"Ci avete rotto il c…alcio". Non è uno slogan, è uno sfogo. Edoardo De Laurentiis ha scelto i social per rendere pubblica la rabbia del Napoli dopo la sfida contro l’Atalanta. Parole secche, senza filtri. Una presa di posizione che fotografa il clima che si respira a Castel Volturno.
Napoli, furia De Laurentiis dopo Atalanta: telefonata a Gravina e un “dossier” che attraversa tutta la stagione
Il padre Aurelio, invece, ha optato per una via più istituzionale: una telefonata al presidente della Figc, Gabriele Gravina. Un contatto diretto, lontano dai riflettori, ma altrettanto significativo. Il messaggio, in entrambi i casi, è chiaro: il Napoli si sente penalizzato.
Atalanta-Napoli, l’episodio che ha fatto esplodere tutto
L’ultimo detonatore è stato il match contro l’Atalanta. Prima il rigore concesso per il contatto tra Hien e Hojlund, poi la revisione al Var e il ribaltamento della decisione. Pochi minuti più tardi, un’azione molto simile: trattenute reciproche tra gli stessi protagonisti, assist del danese per Gutierrez e gol annullato.
È la coerenza del metro arbitrale il punto che più fa discutere. Se il primo contatto non è da rigore, perché il secondo diventa fallo? È su questa apparente discrepanza che il club costruisce la propria amarezza.
Ma Atalanta-Napoli, nelle intenzioni della dirigenza, non è un caso isolato.
Il “dossier” azzurro: dieci episodi sotto accusa
Secondo quanto riportato da Il Mattino, in casa Napoli sarebbe stato messo insieme un vero e proprio dossier. Almeno dieci episodi ritenuti sfavorevoli, distribuiti lungo l’arco della stagione tra Serie A e Coppa Italia.
Si parte da Milan-Napoli del 28 settembre 2025: il contatto tra Tomori e McTominay che, secondo gli azzurri, avrebbe potuto portare a un rigore non assegnato.
Si passa poi a Napoli-Como del 1° novembre: penalty concesso per un contatto molto discusso tra Milinkovic-Savic e Morata, poi fallito dagli azzurri, ma considerato comunque un episodio chiave.
Nel match contro il Verona del 7 gennaio 2026, doppia contestazione: il rigore assegnato agli scaligeri per un tocco di mano di Buongiorno e il gol annullato al Napoli per un precedente tocco con il braccio di Hojlund.
Ancora polemiche in Inter-Napoli dell’11 gennaio: il rigore concesso ai nerazzurri per uno “step on foot” di Mkhitaryan su Rrahmani, episodio che portò all’espulsione di Antonio Conte e a due giornate di squalifica per il tecnico.
Il 25 gennaio, in Juventus-Napoli, il contatto tra Bremer e Hojlund in area non viene sanzionato. In Coppa Italia, contro il Como, Ramon stende Hojlund al limite senza ricevere la seconda ammonizione. A Roma, il 15 febbraio, Ndicka interviene su Hojlund lanciato verso l’area: nessun fallo fischiato.
Fino ad arrivare, appunto, ai due episodi di Bergamo.
Una stagione percepita come in salita
Nel club azzurro il sentimento è diffuso: non solo infortuni e difficoltà tecniche, ma anche una serie di decisioni arbitrali considerate penalizzanti. Non si parla di complotto, ma di accumulo. Di episodi che, uno dopo l’altro, hanno alimentato frustrazione.
La scelta di esternare pubblicamente la rabbia non è casuale. È un segnale politico e mediatico. Il Napoli vuole far sentire la propria voce prima che la stagione entri nel suo snodo decisivo.
Resta ora da capire se la telefonata a Gravina porterà a un confronto formale o se tutto rientrerà nel fisiologico rumore di fondo che accompagna il campionato.
Di certo, la tensione è salita di livello. E quando le polemiche arbitrali diventano argomento centrale, significa che la posta in palio è alta. Altissima.
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