Dopo settimane di asfissia tattica e reparti scollegati, i minuti messi nelle gambe da Antonio Vergara nel test amichevole contro la Scafatese a Castel Volturno assumono i contorni di una vera e propria liberazione. Il trequartista, secondo l'analisi stilata dal quotidiano Tuttosport, non è un semplice comprimario, ma l'autentico ago della bilancia di una squadra che, senza la sua cerniera creativa, si è spesso irrimediabilmente smarrita.
Napoli, i numeri della "Vergara-dipendenza": il trequartista scalda i motori
Il quotidiano ha acceso i riflettori su un dato statistico che sgombra il campo da qualsiasi equivoco sull'importanza nevralgica del giocatore all'interno dello scacchiere azzurro. Nelle fasi più spigolose e complesse di questa annata, la presenza di Vergara ha rappresentato il vero collante tattico per il Napoli. L'incidenza del fantasista è cristallizzata in un ruolino di marcia estremamente indicativo: nelle 18 partite in cui ha calcato il rettangolo verde, gli azzurri hanno collezionato un bottino di 9 vittorie, 5 pareggi e appena 4 sconfitte. Vergara è il filtro necessario, l'uomo in grado di dettare i tempi, saltare il primo pressing e cucire il gioco tra una mediana a tratti troppo compassata e un reparto avanzato rimasto drammaticamente privo di rifornimenti.
L'effetto più devastante del forfait del talento napoletano, tuttavia, si è abbattuto come una mannaia sul rendimento del terminale offensivo di punta. Il quotidiano torinese sottolinea con estrema lucidità come le recenti difficoltà di Rasmus Hojlund siano intimamente legate all'assenza dei suoi principali suggeritori. L'attaccante danese, prelevato in estate dal Manchester United con un investimento pesantissimo, non ha smarrito il fiuto del gol, ma è stato vittima di un sistema che ha smesso di innescarlo. La statistica snocciolata in merito non ammette repliche interpretative: Hojlund ha siglato ben 11 dei suoi 14 gol stagionali complessivi solamente quando ha potuto beneficiare della presenza in campo di almeno uno tra lo stesso Vergara e David Neres. Un dato che rappresenta l'inconfutabile testimonianza di quanto l'ex centravanti dell'Atalanta sia stato lasciato in assoluta solitudine nell'ultimo periodo, costretto a fare a sportellate contro le difese avversarie in un deserto offensivo deprimente.
Il rientro a pieno regime del trequartista, collaudato nelle fatiche di Castel Volturno contro la formazione campana di Serie C, non è dunque soltanto una felice notizia per il bollettino medico. Rappresenta, di fatto, l'unico vero antidoto tattico a disposizione dello staff per rimettere in moto i meccanismi dell'attacco azzurro e restituire al proprio bomber novanta minuti di assistenza vitale.
Andrea Alati
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