Mondiali, nuova ipotesi FIFA: Coppa del Mondo a 66 squadre? L’Italia osserva, mentre cresce il caso Congo
Allargamento dei tornei, revisione dei criteri di qualificazione, maggiore coinvolgimento delle federazioni emergenti e gestione di variabili geopolitiche stanno ridefinendo progressivamente il concetto stesso di Coppa del Mondo.
Il calcio internazionale continua a ridisegnare i propri confini e la FIFA valuta un’altra possibile rivoluzione per il futuro della Coppa del Mondo. Dopo l’allargamento già previsto a 48 nazionali, torna infatti a circolare un’ipotesi ancora più ambiziosa: un Mondiale con 66 squadre partecipanti.
Mondiali, nuova ipotesi FIFA: Coppa del Mondo a 66 squadre? L’Italia osserva, mentre cresce il caso Congo
Uno scenario che inevitabilmente riaccende il dibattito anche attorno all’Italia, reduce da una lunga sequenza di delusioni nelle qualificazioni mondiali.
Parallelamente, però, il percorso verso il torneo del 2026 resta attraversato anche da questioni extra-sportive, tra emergenze sanitarie e problematiche logistiche che coinvolgono alcune federazioni qualificate.
FIFA valuta un Mondiale a 66 squadre: perché il progetto è tornato sul tavolo
La Coppa del Mondo del 2026, ospitata da Stati Uniti, Canada e Messico, segnerà già una svolta storica con il passaggio da 32 a 48 nazionali partecipanti.
Ma il processo espansivo potrebbe non fermarsi qui.
Secondo indiscrezioni rilanciate dalla stampa internazionale, starebbe riprendendo quota una proposta legata a un ulteriore allargamento del torneo fino a 66 squadre.
L’idea non nasce oggi. Nei mesi scorsi era emersa una spinta proveniente dal calcio sudamericano, orientata ad ampliare ulteriormente l’accesso alla competizione mondiale e ad aumentare la rappresentanza delle federazioni tradizionalmente meno presenti nelle fasi finali.
Inizialmente percepita come una suggestione destinata a rimanere marginale, la proposta avrebbe ritrovato attenzione all’interno del dibattito internazionale.
Va però chiarito un punto fondamentale: il Mondiale 2030 resta attualmente strutturato sul formato a 48 squadre. Qualsiasi eventuale modifica richiederebbe ulteriori passaggi decisionali all’interno degli organismi FIFA.
Italia e qualificazioni Mondiali: perché il tema torna al centro del dibattito
Il tema dell’espansione del torneo finisce inevitabilmente per intrecciarsi con il percorso della Nazionale italiana.
Negli ultimi cicli mondiali, gli Azzurri hanno vissuto una fase complessa sul piano delle qualificazioni, rendendo particolarmente sensibile qualsiasi discussione relativa ai criteri di accesso alla competizione.
Nel frattempo, anche il panorama europeo si prepara a cambiare volto.
La UEFA ha infatti annunciato una riforma delle qualificazioni a Europei e Mondiali a partire dal 2028, introducendo un sistema ispirato al modello competitivo della nuova Champions League.
Il nuovo schema prevede una suddivisione delle nazionali per livelli, con una lega superiore composta dalle selezioni meglio posizionate e una seconda fascia destinata alle altre federazioni europee.
L’obiettivo dichiarato è aumentare equilibrio competitivo, qualità delle partite e chiarezza del percorso qualificativo.
In questo contesto, il dibattito sull’accessibilità ai Mondiali torna inevitabilmente sotto i riflettori.
Mondiali 2026, il caso Congo complica l’avvicinamento al torneo
Oltre alle questioni regolamentari, il percorso verso il Mondiale nordamericano continua a essere segnato da situazioni geopolitiche e sanitarie complesse.
Nelle ultime ore è emersa con forza la situazione legata al Congo.
Secondo le ricostruzioni circolate sul tema, la federazione avrebbe modificato il proprio programma di preparazione annullando il ritiro previsto a Kinshasa e trasferendo il lavoro pre-torneo in Belgio.
Alla base della decisione ci sarebbe il quadro sanitario registrato in alcune aree del Paese.
Al momento, la partecipazione della nazionale al Mondiale non verrebbe considerata a rischio, anche perché gran parte dei giocatori convocabili milita in campionati europei.
Tuttavia, potrebbero emergere criticità legate agli spostamenti dello staff, alle procedure di ingresso internazionale e alla mobilità dei sostenitori della selezione africana.
Tra nuove formule e scenari globali, il Mondiale continua a cambiare volto
Il calcio internazionale sta attraversando una fase di trasformazione strutturale.
Allargamento dei tornei, revisione dei criteri di qualificazione, maggiore coinvolgimento delle federazioni emergenti e gestione di variabili geopolitiche stanno ridefinendo progressivamente il concetto stesso di Coppa del Mondo.
Per l’Italia, il tema resta inevitabilmente delicato.
Ma oltre la prospettiva azzurra, il vero nodo riguarda l’identità futura del torneo: un Mondiale sempre più inclusivo, globale e numericamente esteso oppure una competizione chiamata a preservare equilibrio, selettività e sostenibilità organizzativa.
Le prossime decisioni della FIFA saranno determinanti per capire quale direzione prenderà il calcio mondiale nel prossimo decennio.
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