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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Mondiali 2026, caso Spence-Partey e polemica Bellingham: due episodi accendono il dibattito tra fair play e nuove regole

Due situazioni diverse, ma accomunate dalle polemiche che stanno infiammando tifosi, media e social network.

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I Mondiali 2026 si ritrovano nuovamente al centro delle discussioni per due episodi che hanno acceso il dibattito ben oltre il risultato del campo. Da una parte il presunto rifiuto di Djed Spence di stringere la mano a Thomas Partey prima di Inghilterra-Ghana, dall'altra il caso che coinvolge Jude Bellingham e l'applicazione della nuova norma che vieta ai giocatori di coprirsi la bocca durante le conversazioni in campo.

Mondiali 2026, caso Spence-Partey e polemica Bellingham: due episodi accendono il dibattito tra fair play e nuove regole

Due situazioni diverse, ma accomunate dalle polemiche che stanno infiammando tifosi, media e social network.

Spence-Partey, il gesto che divide il web

Le immagini riprese durante il tradizionale saluto tra le due squadre, successivo agli inni nazionali, sono diventate rapidamente virali. Nel video si vede Djed Spence mantenere una mano in tasca mentre Thomas Partey gli passa davanti, senza che avvenga la consueta stretta di mano. Il centrocampista del Ghana appare sorpreso e rivolge un rapido sguardo al difensore inglese prima di proseguire. Secondo diverse ricostruzioni riportate dalla stampa internazionale e rilanciate da SportMediaset, il comportamento di Spence potrebbe essere collegato alle vicende giudiziarie che coinvolgono Partey. Il calciatore ghanese, che ha sempre respinto ogni accusa, dovrà affrontare un processo legato a presunti reati sessuali contestati da più denunciatrici. La vicenda ha già avuto conseguenze sul piano sportivo e mediatico, alimentando contestazioni e reazioni da parte di una parte del pubblico inglese. L'episodio ha inevitabilmente riaperto il confronto sul rapporto tra giustizia, percezione pubblica e comportamenti in campo, dividendo tifosi e osservatori tra chi considera il gesto di Spence una presa di posizione personale e chi lo ritiene contrario ai principi del fair play sportivo.

Bellingham e la regola della bocca coperta: perché non è stato espulso?

L'altra controversia arriva dalla stessa partita e riguarda Jude Bellingham. Il centrocampista inglese è stato fotografato mentre parlava con alcuni avversari coprendosi la bocca con la mano, comportamento finito recentemente sotto la lente della FIFA dopo l'introduzione di una nuova disposizione disciplinare. La regola aveva già fatto discutere durante Turchia-Paraguay, quando Miguel Almiron era diventato il primo giocatore espulso per aver nascosto il volto durante una conversazione in campo. Per questo motivo molti si aspettavano un identico provvedimento nei confronti del numero 5 dell'Inghilterra. La squadra arbitrale, però, non ha ritenuto opportuno intervenire e Bellingham ha concluso regolarmente la sua partita, ricevendo addirittura il riconoscimento di migliore in campo. Una decisione che ha immediatamente alimentato accuse di disparità di trattamento e richieste di maggiore uniformità nell'applicazione delle nuove norme.

Le spiegazioni dopo la partita

Al termine dell'incontro, terminato sullo 0-0, il commissario tecnico del Ghana Carlos Queiroz ha ridimensionato quanto accaduto durante il confronto con Bellingham, spiegando che la tensione era nata da un intervento giudicato duro e da qualche parola pronunciata a caldo. Lo stesso centrocampista inglese ha ammesso di aver commesso un fallo evitabile, ribadendo però il rispetto nei confronti dell'allenatore avversario e definendo l'episodio come una normale dinamica agonistica. Tra strette di mano mancate, regolamenti contestati e interpretazioni arbitrali finite sotto esame, il Mondiale continua così a generare discussioni che vanno oltre il calcio giocato, confermando come ogni dettaglio possa trasformarsi in un caso internazionale nel torneo più seguito del pianeta.
Andrea Fiorentino · Redattore