Calcio · Napoli · Serie A · Calciomercato Instagram · Facebook · X · YouTube
venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
Google News
Serie A

Mondiale, il borsino dei quarti di finale: pregi, difetti e ambizioni delle otto squadre ancora in corsa

Dopo un mese di partite, emozioni e sorprese restano soltanto otto nazionali a contendersi la Coppa: ancora sette gare separano una delle superstiti dal trionfo finale.

Mondiale, il borsino dei quarti di finale: pregi, difetti e ambizioni delle otto squadre ancora in corsa
Il Mondiale entra nella fase decisiva. Dopo un mese di partite, emozioni e sorprese restano soltanto otto nazionali a contendersi la Coppa: ancora sette gare separano una delle superstiti dal trionfo finale. La stanchezza inizia però a pesare sulle gambe dei protagonisti, con il calendario sempre più intenso e condizioni climatiche difficili che stanno mettendo alla prova anche le rose più profonde.

Mondiale, il borsino dei quarti di finale: pregi, difetti e ambizioni delle otto squadre ancora in corsa

Secondo l'analisi di SportMediaset, il quadro dei quarti di finale racconta una competizione ancora aperta, con alcune grandi favorite confermate e alcune outsider capaci di sorprendere. Ogni squadra arriva al momento decisivo con punti di forza evidenti, ma anche con qualche limite che potrebbe diventare determinante.

Francia, la qualità offensiva resta il principale fattore

La Francia si presenta ai quarti come una delle grandi favorite della competizione. La squadra guidata da Didier Deschamps ha impressionato per talento e profondità della rosa, riuscendo a combinare qualità offensiva ed equilibrio tattico. Il commissario tecnico ha scelto un approccio più aggressivo, affidandosi contemporaneamente a diversi giocatori offensivi come Kylian Mbappé, Ousmane Dembélé, Michael Olise e Bradley Barcola. Una scelta che sulla carta poteva sembrare rischiosa, ma che ha funzionato grazie alla disponibilità dei singoli nel partecipare anche alla fase difensiva. La coppia centrale formata da William Saliba e Dayot Upamecano garantisce solidità, mentre le alternative in panchina permettono ai francesi di mantenere sempre un livello altissimo. L'unico punto interrogativo resta la capacità di superare squadre chiuse e organizzate, capaci di abbassare il ritmo della partita.

Marocco, organizzazione e mentalità per continuare a sognare

Il Marocco arriva ai quarti con qualche difficoltà in più rispetto alla fase iniziale del torneo, ma resta una squadra estremamente competitiva. L'assenza di alcuni elementi importanti ha ridotto brillantezza e imprevedibilità, ma la formazione africana continua a distinguersi per compattezza e organizzazione. La squadra ha mantenuto la mentalità costruita negli ultimi anni: grande attenzione difensiva, capacità di occupare gli spazi e improvvise accelerazioni verticali. Il calo fisico è evidente, ma la qualità complessiva resta sufficiente per mettere in difficoltà qualsiasi avversario. Il problema principale sarà affrontare una Francia che possiede caratteristiche tecniche superiori e una maggiore profondità offensiva.

Spagna, meno dominante ma ancora padrona del gioco

La Spagna non appare dominante come negli ultimi grandi tornei, ma resta una delle nazionali più riconoscibili dal punto di vista del gioco. La squadra ha modificato alcune caratteristiche rispetto al passato, anche a causa delle condizioni non ottimali di alcuni protagonisti. La fascia sinistra ha perso parte della sua esplosività e il sistema ha dovuto adattarsi, affidandosi maggiormente al controllo del centrocampo. La forza degli spagnoli rimane nella qualità della mediana, con Rodri, Pedri e Dani Olmo capaci di gestire ritmo e possesso. La capacità di recuperare rapidamente il pallone e creare superiorità attraverso combinazioni strette resta il principale punto di forza.

Belgio, talento enorme ma difesa ancora da registrare

Il Belgio sembrava vicino all'eliminazione, ma alcune modifiche tattiche hanno cambiato il destino della squadra. Le scelte di Rudi Garcia hanno dato maggiore equilibrio e permesso ai Diavoli Rossi di trovare una nuova identità. L'assenza di alcuni grandi protagonisti ha spinto il tecnico a cambiare interpreti e soluzioni offensive, trovando risposte positive da giocatori come Charles De Ketelaere e altri elementi della rosa. Il talento non manca, né tra i titolari né tra le alternative, ma il principale limite resta il reparto difensivo, apparso vulnerabile contro avversari di livello.

Norvegia, la sorpresa che ha eliminato il Brasile

La grande sorpresa dei quarti è senza dubbio la Norvegia. L'eliminazione del Brasile ha certificato la crescita di una nazionale che non vive soltanto delle giocate individuali di Erling Haaland. La squadra scandinava ha mostrato organizzazione, equilibrio e meccanismi offensivi ormai consolidati. Il centrocampo ruota bene attorno alla qualità di Martin Ødegaard, libero di muoversi e creare superiorità. La principale incognita riguarda la solidità difensiva, soprattutto nella gestione dei duelli contro attaccanti di altissimo livello.

Inghilterra, equilibrio e profondità come armi principali

L'Inghilterra è una delle squadre più complete del torneo. La formazione guidata da Thomas Tuchel ha mostrato una capacità rara: saper cambiare atteggiamento durante la partita senza perdere equilibrio. Il pressing organizzato, la qualità delle alternative e la presenza di giocatori decisivi come Harry Kane e Jude Bellingham rappresentano grandi punti di forza. Gli inglesi sanno attaccare con molti uomini, ma anche abbassarsi e difendere quando necessario. Una versatilità che potrebbe diventare fondamentale nella fase finale.

Argentina, il cuore può bastare per difendere il titolo?

L'Argentina arriva ai quarti con qualche dubbio in più rispetto alle aspettative iniziali. La squadra di Lionel Scaloni continua a possedere qualità individuale e una straordinaria capacità di reagire alle difficoltà, ma alcune certezze sembrano meno solide. Il gioco collettivo appare meno fluido rispetto al passato e alcune rotazioni offensive non funzionano più con la stessa continuità. La squadra sta trovando soluzioni più dirette, affidandosi spesso ai lanci e alle giocate individuali. Il carattere resta però un fattore determinante: l'Albiceleste non vuole rinunciare alla possibilità di conquistare il secondo titolo consecutivo.

Svizzera, solidità senza grande fantasia

La Svizzera si presenta ai quarti come una squadra concreta e difficile da affrontare, ma con qualche limite nella fase offensiva. La struttura difensiva resta il punto di forza, soprattutto grazie alla coppia centrale formata da Manuel Akanji e Nico Elvedi. Anche il centrocampo garantisce equilibrio con elementi esperti e affidabili. Il problema principale riguarda la produzione offensiva: manca un giocatore capace di accendere la partita e trasformare il possesso in occasioni realmente pericolose.

Il verdetto resta aperto

Gli otto quarti di finale presentano un equilibrio difficile da leggere. Francia e Inghilterra sembrano le squadre più complete, Spagna e Argentina hanno ancora qualità per arrivare fino in fondo, mentre Belgio, Marocco, Norvegia e Svizzera rappresentano ostacoli tutt'altro che semplici. La corsa alla Coppa entra nella fase più delicata: da questo momento in poi contano talento, condizione fisica e capacità di gestire la pressione. Il margine di errore sarà minimo.
Andrea Fiorentino · Redattore