Mondiale 2026, il Congo confermato al torneo: ok della FIFA dopo il confronto sui protocolli sanitari
La situazione aveva acceso interrogativi nelle ultime settimane, soprattutto in relazione alle normative sanitarie internazionali e alle procedure richieste per l’ingresso negli Stati Uniti, uno dei Paesi ospitanti della manifestazione.
La Repubblica Democratica del Congo prenderà parte regolarmente al Mondiale 2026. Nonostante le preoccupazioni legate alla recente emergenza sanitaria collegata all’Ebola nel Paese africano, la partecipazione della selezione congolese non subirà modifiche.
Mondiale 2026, il Congo confermato al torneo: ok della FIFA dopo il confronto sui protocolli sanitari
La conferma è arrivata dalla federazione nazionale, al termine di un confronto con i vertici della FIFA dedicato agli aspetti organizzativi e sanitari legati alla competizione.
La situazione aveva acceso interrogativi nelle ultime settimane, soprattutto in relazione alle normative sanitarie internazionali e alle procedure richieste per l’ingresso negli Stati Uniti, uno dei Paesi ospitanti della manifestazione.
Protocollo sanitario adottato: squadra in ritiro fuori dal Congo
Per affrontare il tema della sicurezza sanitaria, la federazione congolese ha spiegato di aver applicato le misure previste dai protocolli richiesti dalle autorità statunitensi.
Tra le decisioni adottate figura anche la cancellazione del ritiro inizialmente previsto a Kinshasa. La nazionale ha trasferito la propria preparazione in Belgio, soluzione individuata per garantire il rispetto delle disposizioni operative richieste in vista del torneo.
Secondo quanto comunicato dalla federazione, la maggior parte dei calciatori convocati, così come numerosi componenti dello staff tecnico, risiede e svolge la propria attività professionistica in Europa. Un elemento ritenuto rilevante nella valutazione complessiva del rischio sanitario.
Lo staff tecnico seguirà un periodo di permanenza in Europa
Particolare attenzione è stata riservata anche ai membri dello staff provenienti direttamente dal Congo. La federazione ha precisato che il personale partito da Kinshasa ha lasciato il Paese il 20 maggio e trascorrerà almeno ventuno giorni in Europa prima dell’eventuale trasferimento negli Stati Uniti.
La misura rientra nel percorso di conformità ai criteri sanitari e amministrativi richiesti per la partecipazione al Mondiale, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle procedure previste dai protocolli internazionali.
Non solo sanità: aperto anche il dossier visti per i tifosi
Nel confronto con la FIFA è stato affrontato anche un secondo tema che riguarda direttamente i sostenitori della nazionale congolese.
La federazione ha segnalato il caso di tifosi che avevano già acquistato biglietti per seguire le partite del Mondiale ma che non sarebbero riusciti a ottenere il visto d’ingresso a causa delle procedure amministrative statunitensi.
Secondo quanto comunicato dalla FECOFA, la FIFA avrebbe manifestato disponibilità a esaminare la questione, valutando l’ipotesi di possibili rimborsi per i sostenitori coinvolti.
Mondiale 2026, il Congo verso la partecipazione regolare
Con il via libera ottenuto dopo il confronto istituzionale, la Repubblica Democratica del Congo prosegue dunque la propria preparazione verso il Mondiale 2026 senza cambiamenti di programma.
Resta alta l’attenzione sugli aspetti logistici, sanitari e burocratici che accompagnano la competizione, ma allo stato attuale la federazione congolese sostiene di aver rispettato le condizioni richieste per garantire una partecipazione conforme alle disposizioni internazionali.
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