Milan, trasferta vietata, ma Milanello si tinge di rossonero: cinquemila tifosi spingono il Diavolo verso Napoli
Alla vigilia della trasferta contro il Napoli, i tifosi dell’AC Milan hanno trasformato il centro sportivo di Milanello in un piccolo stadio all’aperto.
Tifosi del Milan durante Milan-Real Betis allo Stadio San Siro il 25 ottobre 2018. (MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)
Un abbraccio collettivo, spontaneo e carico di significato. Alla vigilia della trasferta contro il Napoli, i tifosi dell’AC Milan hanno trasformato il centro sportivo di Milanello in un piccolo stadio all’aperto.
Milan, trasferta vietata, ma Milanello si tinge di rossonero: cinquemila tifosi spingono il Diavolo verso Napoli
Circa cinquemila sostenitori si sono radunati all’esterno dei cancelli per incitare la squadra, consapevoli che al Stadio Diego Armando Maradona non potranno esserci.
Un sostegno diretto, arrivato poche ore prima della partenza, che ha dato alla vigilia un’atmosfera particolare. Cori, bandiere e tante famiglie presenti hanno accompagnato l’arrivo dei giocatori, chiamati a rispondere sul campo in uno scontro diretto che può pesare sulla corsa alla Champions.
L’incontro tra squadra e tifosi
Intorno alla tarda mattinata, i calciatori si sono avvicinati ai sostenitori radunati fuori dal centro sportivo. Applausi, saluti e un momento di contatto che ha rafforzato il legame tra squadra e ambiente. In prima fila si sono visti Mike Maignan, Strahinja Pavlović, Davide Bartesaghi, Fikayo Tomori e Rafael Leão, tra i più coinvolti nel ricambiare l’entusiasmo dei presenti.
Un gesto semplice ma significativo, che ha trasformato la vigilia in una carica emotiva per il gruppo guidato da Massimiliano Allegri.
Il divieto di trasferta e le polemiche
La mobilitazione dei tifosi nasce anche dal divieto di trasferta imposto ai residenti in Lombardia. La decisione del prefetto di Napoli ha impedito ai sostenitori rossoneri di seguire la squadra allo stadio, generando proteste e malumori.
La Curva Sud Milano ha espresso il proprio dissenso in un comunicato dai toni duri: "Ci troviamo davanti all’ennesima decisione priva di logica, presa da chi preferisce vietare le trasferte invece di gestire l’ordine pubblico. Da decenni andiamo a Napoli senza problemi e ora siamo costretti a restare a casa, con pullman disdetti e spese sostenute inutilmente".
Nel messaggio, i gruppi organizzati sottolineano anche una contraddizione percepita nel sistema calcio. "Si parla di inclusione e fidelizzazione, ma poi si vietano preventivamente le trasferte, arrivando a discriminare i tifosi in base alla regione di residenza".
Supporto a distanza per una sfida decisiva
Nonostante il divieto, i tifosi hanno voluto far sentire la propria presenza prima della partenza. L’invito lanciato dagli ultras è stato chiaro: sostenere la squadra comunque, anche senza la possibilità di essere sugli spalti.
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