Milan, tensione con l'AIA dopo il caso Como: da Pavlovic ad Allegri, il club chiede chiarezza
Il sospiro di sollievo per le condizioni di Strahinja Pavlović – colpito duramente ma senza fratture – non è bastato a raffreddare l’irritazione del AC Milan. A Casa Milan, in via Aldo Rossi, il malumore è rimasto intatto dopo il recupero di campionato contro il Como 1907.
LISBON, PORTUGAL - OCTOBER 25: Head coach, Massimiliano Allegri of Juventus reacts during the UEFA Champions League group H match between SL Benfica and Juventus at Estadio do Sport Lisboa e Benfica on October 25, 2022 in Lisbon, Portugal. (Photo by Octavio Passos/Getty Images)
Il sospiro di sollievo per le condizioni di Strahinja Pavlović – colpito duramente ma senza fratture – non è bastato a raffreddare l’irritazione del AC Milan. A Casa Milan, in via Aldo Rossi, il malumore è rimasto intatto dopo il recupero di campionato contro il Como 1907.
Milan, tensione con l'AIA dopo il caso Como: da Pavlovic ad Allegri, il club chiede chiarezza
La partita ha lasciato strascichi pesanti, non solo sul piano fisico ma anche su quello disciplinare. E così, secondo quanto filtra dall’ambiente rossonero, è partita una richiesta formale di spiegazioni all’Associazione Italiana Arbitri. Toni istituzionali, ma contenuto netto: "Il vaso è colmo".
Il contatto su Pavlovic e il rosso ad Allegri
Il primo episodio contestato riguarda l’intervento di Van der Brempt sul difensore serbo. Un contatto giudicato estremamente pericoloso dall’ambiente milanista, ma non sanzionato con il cartellino rosso da Maurizio Mariani né corretto dal VAR. L’impatto ha provocato un ematoma importante a Pavlovic, costringendolo allo stop per la prossima gara.
Il secondo caso è l’espulsione di Massimiliano Allegri. L’allenatore rossonero ha protestato con veemenza dopo un episodio che ha coinvolto Alexis Saelemaekers e Cesc Fàbregas, reo di aver trattenuto l’esterno per la maglia. Un gesto che ha acceso la panchina e portato al rosso diretto per il tecnico. Risultato: squalifica e assenza pesante nel prossimo turno.
Due decisioni che, nella lettura del club, avrebbero inciso direttamente sul risultato e sulle rotazioni future.
Una lista di episodi contestati
Il Milan non si limita al match con il Como. Nella comunicazione con i vertici arbitrali sarebbero stati richiamati altri casi ritenuti discutibili nel corso della stagione: il gol annullato a Christian Pulisic contro il Sassuolo, il rigore non concesso a Nkunku contro il Bologna, il contatto tra Nzola e Gabbia in occasione della rete del Pisa a San Siro.
E poi c’è il dato dei rigori subiti: sette finora, un numero che a Milano viene percepito come sintomo di una gestione arbitrale poco uniforme.
La posizione del club è chiara: nessuna rottura istituzionale, ma la richiesta di maggiore attenzione in una fase del campionato in cui ogni punto pesa come un macigno.
Un finale di stagione sotto pressione
La sfida contro il Parma si presenterà già in salita, tra l’assenza forzata di Pavlovic e la squalifica di Allegri. In un campionato segnato da episodi controversi anche in altre big match, il Milan alza la voce per evitare che gli errori arbitrali diventino un fattore decisivo nella corsa europea.
Il messaggio recapitato all’AIA è misurato nella forma ma fermo nella sostanza: "Non chiediamo favori, chiediamo coerenza".
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