Milan, Allegri come il Napoli di Conte? I rossoneri si aggrappano ai precedenti e il mister pensa al 4-3-3 per il derby scudetto
Cinquantasette punti dopo ventisette giornate non sono un dettaglio: sono gli stessi raccolti dal Milan dello scudetto 2021-22 e gli stessi totalizzati dal Napoli di Antonio Conte un anno fa, quando la corsa al titolo sembrava complicata ma finì con la festa finale.
LISBON, PORTUGAL - OCTOBER 25: Head coach, Massimiliano Allegri of Juventus reacts during the UEFA Champions League group H match between SL Benfica and Juventus at Estadio do Sport Lisboa e Benfica on October 25, 2022 in Lisbon, Portugal. (Photo by Octavio Passos/Getty Images)
Ci sono stagioni in cui i numeri non bastano a spiegare tutto, ma aiutano a restare aggrappati alle speranze. Il Milan di Massimiliano Allegri guarda la classifica, osserva il distacco dall’Inter e trova nei precedenti un motivo per non smettere di crederci.
Allegri come il Napoli di Conte: il Milan si aggrappa ai precedenti e pensa al 4-3-3 per il derby scudetto
Cinquantasette punti dopo ventisette giornate non sono un dettaglio: sono gli stessi raccolti dal Milan dello scudetto 2021-22 e gli stessi totalizzati dal Napoli di Antonio Conte un anno fa, quando la corsa al titolo sembrava complicata ma finì con la festa finale.
Il paragone circola da giorni a Milanello, quasi come un appiglio mentale più che statistico. Allora come oggi, la squadra non sempre ha convinto per brillantezza, ma ha mantenuto una struttura riconoscibile, un’identità che nel bene e nel male ha garantito continuità di risultati. Anche a Cremona si è visto lo stesso copione: occasioni create, gol sbagliati, qualche errore tecnico di troppo, ma alla fine tre punti che tengono i rossoneri al secondo posto e con la Serie A ancora teoricamente aperta.
Il problema è che davanti corre l’Inter, e il calendario ha lasciato al Milan una sola vera occasione per riaprire il discorso. Il derby dell’8 marzo a San Siro non è solo una partita di prestigio: è l’ultimo bivio per continuare a parlare di scudetto senza sembrare fuori tempo massimo.
Dentro lo spogliatoio il concetto è chiaro, anche se nessuno lo dice apertamente: senza vittoria nella stracittadina, la rincorsa rischia di diventare solo un esercizio di orgoglio.
Proprio per questo Allegri sta valutando qualcosa di diverso, soprattutto in fase offensiva. L’idea che prende quota è il ritorno al 4-3-3, un sistema che la squadra conosce e che potrebbe permettere di aumentare il peso in attacco senza perdere equilibrio.
Con Niclas Füllkrug al centro e Rafael Leao libero di muoversi su tutto il fronte, il Milan avrebbe un riferimento più fisico in area e allo stesso tempo meno responsabilità sulle spalle del portoghese, spesso decisivo ma non sempre freddo sotto porta.
L’ipotesi delle tre punte non è solo una scelta tecnica, è anche un segnale. Allegri sa che contro l’Inter non basta controllare la partita, bisogna provare a vincerla davvero. E per farlo serve più coraggio di quanto visto nelle ultime settimane.
Leao, parlando dopo l’ultima gara, ha riassunto il clima con poche parole:
"Il derby sarà una partita da vita o morte".
Dentro quella frase c’è tutta la pressione di una squadra che ha fatto tanto, ma che per restare in corsa deve fare ancora di più. E come già successo al Napoli di Conte un anno fa, tutto potrebbe cambiare in una sola notte. Oppure finire lì. Senza appello.
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