Livorno, la città si ferma per Igor Protti: lutto cittadino e omaggio allo stadio Picchi per l'ultimo saluto allo Zar
il sindaco Luca Salvetti ha infatti proclamato il lutto cittadino, una decisione che testimonia il valore umano, sportivo e identitario che Protti ha rappresentato per la città.
Livorno si prepara a salutare uno dei simboli più amati della propria storia sportiva. Dopo la scomparsa di Igor Protti, morto a 58 anni al termine della sua battaglia contro il tumore, la città ha deciso di rendergli un omaggio solenne e collettivo, confermando ancora una volta il legame profondo che ha unito l'ex attaccante alla comunità amaranto.
Livorno, la città si ferma per Igor Protti: lutto cittadino e omaggio allo stadio Picchi per l'ultimo saluto allo Zar
La camera ardente sarà aperta dalle ore 15 presso il cimitero di Cecina, il comune dove Protti viveva e dove si è spento nelle prime ore della giornata. Fin da subito sono attese centinaia di persone tra tifosi, amici, ex compagni di squadra e semplici cittadini che vorranno rendere omaggio a una figura diventata negli anni molto più di un calciatore.
La giornata più significativa sarà però quella di sabato 20 giugno, quando Livorno vivrà un momento di raccoglimento collettivo dedicato al suo storico capitano. Il sindaco Luca Salvetti ha infatti proclamato il lutto cittadino, una decisione che testimonia il valore umano, sportivo e identitario che Protti ha rappresentato per la città.
Dalle 18 il feretro verrà trasferito allo stadio Armando Picchi, il luogo che più di ogni altro conserva il ricordo delle sue imprese in maglia amaranto. Qui cittadini, istituzioni, rappresentanti del mondo sportivo e tifosi potranno partecipare all'ultimo saluto in uno scenario carico di significato emotivo.
La scelta dello stadio non è casuale. È proprio sul prato del Picchi che Protti ha costruito gran parte della sua leggenda, trascinando il Livorno dalle categorie inferiori fino alla Serie A e diventando il punto di riferimento di un'intera generazione di sostenitori amaranto. Per molti tifosi, il suo nome continua ancora oggi a rappresentare il volto più autentico dell'identità livornese.
Nel comunicato diffuso dall'amministrazione comunale viene sottolineato come la sua morte abbia colpito profondamente l'intera comunità. Non soltanto per i successi sportivi ottenuti, ma per il rapporto speciale che aveva saputo costruire con la città, mantenendo sempre vivo il legame anche dopo il ritiro dal calcio giocato.
Durante la giornata di lutto cittadino le bandiere sugli edifici comunali saranno esposte a mezz'asta. L'amministrazione ha inoltre invitato cittadini, associazioni, realtà culturali, attività economiche e organizzazioni sportive a partecipare simbolicamente al momento di cordoglio attraverso le modalità ritenute più appropriate.
L'affetto di Livorno nei confronti di Protti era stato riconosciuto ufficialmente già da molti anni. Nel 2006 l'ex attaccante aveva ricevuto la cittadinanza onoraria, uno dei riconoscimenti più prestigiosi concessi dal Comune. Un legame consolidato ulteriormente il 3 gennaio 2026, quando gli era stata conferita la "Livornina d'Oro", massima onorificenza cittadina assegnata a personalità che hanno contribuito a dare prestigio e valore alla città.
Quel riconoscimento, consegnato appena pochi mesi fa, oggi assume un significato ancora più profondo. Era il tributo di una città a un uomo che aveva saputo incarnarne spirito, passione e senso di appartenenza. Non un semplice campione sportivo, ma una figura capace di entrare nel cuore delle persone attraverso il proprio comportamento dentro e fuori dal campo.
Le immagini che accompagneranno l'ultimo saluto allo Zar saranno probabilmente quelle di una città intera riunita attorno al suo simbolo. Perché Igor Protti, a Livorno, non è mai stato soltanto un bomber. È stato un capitano, un riferimento, un pezzo di storia collettiva.
Ecco perché il lutto cittadino non rappresenta soltanto una decisione istituzionale, ma il riflesso di un sentimento popolare che attraversa generazioni diverse. Un tributo a chi ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano e soprattutto nel cuore di una città che non smetterà mai di considerarlo uno dei suoi figli più amati.
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