Lazio, Sarri non si tira indietro: al derby ci sarà, ma prepara una protesta silenziosa
“Lunedì vengo, domenica non vengo”, aveva detto con tono provocatorio, lasciando emergere tutta la sua insofferenza verso una decisione ritenuta penalizzante sotto diversi aspetti, soprattutto logistici e ambientali.
La tensione non si è affatto spenta. Anzi, in casa Lazio il clima resta carico dopo le polemiche seguite alla riprogrammazione del derby contro la Roma. Maurizio Sarri aveva lasciato intendere apertamente la possibilità di non presentarsi in panchina, irritato dalla scelta della Lega Serie A di fissare la sfida all’ora di pranzo per evitare la sovrapposizione con la finale degli Internazionali d’Italia di tennis, prevista poche ore più tardi nell’area del Foro Italico.
Lazio, Sarri non si tira indietro: al derby ci sarà, ma prepara una protesta silenziosa
Le sue dichiarazioni, pronunciate a caldo dopo la finale di Coppa Italia, avevano acceso immediatamente il dibattito. “Lunedì vengo, domenica non vengo”, aveva detto con tono provocatorio, lasciando emergere tutta la sua insofferenza verso una decisione ritenuta penalizzante sotto diversi aspetti, soprattutto logistici e ambientali.
Nelle ultime ore, però, il tecnico toscano avrebbe scelto di fare un passo indietro almeno sulla presenza in panchina. Sarri guiderà regolarmente la squadra nel derby della Capitale, una decisione maturata soprattutto dopo il confronto con il gruppo squadra. I giocatori, secondo quanto filtra dall’ambiente biancoceleste, avrebbero insistito affinché il loro allenatore restasse al fianco della squadra in una partita così delicata e simbolica.
La presenza all’Olimpico, tuttavia, non significa che la polemica sia rientrata. Il tecnico sarebbe infatti intenzionato a trasformare il proprio dissenso in una protesta più sottile ma altrettanto evidente. La prima scelta in questa direzione riguarda il silenzio stampa: Sarri non parlerà nella conferenza della vigilia e potrebbe evitare qualsiasi intervento pubblico anche nel post partita, compresi i consueti collegamenti televisivi.
Un atteggiamento che avrebbe il sapore di una presa di posizione netta contro il sistema calcio e contro una gestione del calendario che l’allenatore considera poco rispettosa nei confronti delle squadre e degli addetti ai lavori.
Intorno al suo futuro, intanto, continuano a rincorrersi interrogativi sempre più insistenti. Quello contro la Roma potrebbe davvero rappresentare l’ultimo derby di Sarri sulla panchina laziale. Al termine della stagione è previsto infatti un confronto decisivo con il presidente Claudio Lotito, chiamato a chiarire programmi e ambizioni per il prossimo anno.
L’allenatore vuole garanzie tecniche precise. L’idea è quella di costruire una squadra immediatamente competitiva, capace di affrontare il campionato ad alti livelli senza dover attraversare lunghi periodi di transizione. Una richiesta che, almeno fino a questo momento, sembra scontrarsi con la linea societaria portata avanti dal club.
Lotito, infatti, ha sempre difeso con forza il principio secondo cui le strategie di mercato spettano alla dirigenza. Ed è proprio su questo equilibrio delicato tra area tecnica e società che si giocherà il futuro dell’allenatore.
Nel frattempo attorno a Sarri si muovono già diversi scenari. Il nome del tecnico continua a essere accostato al Napoli, soprattutto nell’eventualità di una separazione con Antonio Conte, ma anche all’Atalanta, dove ritroverebbe Cristiano Giuntoli, dirigente con cui ha costruito negli anni uno dei rapporti professionali più solidi della sua carriera.
Prima di ogni decisione, però, ci sarà un confronto diretto con Lotito. Un incontro destinato a chiarire non soltanto il futuro dell’allenatore, ma anche la direzione che la Lazio vorrà prendere nei prossimi anni.
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