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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Lazio, il gran rifiuto di Romagnoli: dice no al "diktat" di Lotito sugli stipendi

È un tramonto rosso fuoco quello che è calato sulla trattativa tra la Lazio e l'Al-Sadd, lasciando dietro di sé le macerie di un rapporto ormai compromesso

Lazio, il gran rifiuto di Romagnoli: dice no al "diktat" di Lotito sugli stipendi
ROME, ITALY - JANUARY 24: Alessio Romagnoli of SS Lazio in action during the Serie A match between SS Lazio and AC MIlan at Stadio Olimpico on January 24, 2023 in Rome, . (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)
È un tramonto rosso fuoco quello che è calato sulla trattativa tra la Lazio e l'Al-Sadd, lasciando dietro di sé le macerie di un rapporto ormai compromesso. Alessio Romagnoli resta nella Capitale, ma da "separato in casa", protagonista involontario di un giallo di mercato risolto solo allo scadere del gong qatariota. Dietro il mancato trasferimento, che sembrava cosa fatta sabato sera, non ci sono intoppi burocratici o ripensamenti tecnici, bensì un violentissimo scontro di principi – ed economico – tra il difensore e il presidente Claudio Lotito.

Lazio, Romagnoli resta nella Capitale da separato in casa: il motivo

La ricostruzione, svelata oggi dal Corriere dello Sport, dipinge un quadro di tensione altissima. L'accordo tra i club era blindato: via libera alla cessione per 9 milioni di euro. Tutto pronto, tranne l'ultimo tassello, quello decisivo. Lotito, con una mossa a sorpresa, avrebbe posto una condizione imprescindibile per firmare il nulla osta: la rinuncia da parte del giocatore agli stipendi arretrati di novembre, dicembre e gennaio. Un "pedaggio" d'uscita quantificabile in circa 600mila euro. Una prassi che, pare, altri tesserati abbiano accettato in passato pur di lasciare Formello, ma che ha trovato un muro insormontabile nell'orgoglio del capitano biancoceleste. La risposta di Romagnoli è stata un "no" secco, categorico. Una questione di principio che va oltre la matematica finanziaria. Il difensore, infatti, pur di non piegarsi alla richiesta di rinunciare a quanto maturato sul campo, ha di fatto rinunciato a un contratto faraonico: ad attenderlo in Qatar c'era un triennale da 18 milioni di euro complessivi. Lotito, convinto che la pioggia d'oro araba avrebbe ammorbidito la posizione del giocatore, è rimasto spiazzato – e poi furioso – di fronte all'irremovibilità del suo tesserato. Il risultato è un cortocircuito totale. Il mercato in Qatar ha chiuso i battenti alle 22:00 di sabato, sigillando Romagnoli dentro i confini di Formello. Lo scenario che si apre ora è quello della guerra fredda: se da un lato gli agenti avrebbero strappato una promessa all'Al-Sadd per riaggiornarsi a giugno, dall'altro il presente rischia di essere un calvario sportivo. La "furia" presidenziale potrebbe tradursi nell'esclusione del difensore dal progetto tecnico, relegandolo ai margini della rosa per i prossimi mesi. Un braccio di ferro che non ha vincitori, ma solo feriti. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore