Il "Sarrismo" non è mai stato soltanto un dogma tattico fatto di linea alta, triangolazioni nello stretto e maniacale cura della fase difensiva. È un'attitudine, una filosofia di vita calcistica complessa, spigolosa e tremendamente esigente, che finisce inesorabilmente per permeare ogni strato della società che lo accoglie. A Formello lo sanno bene, e la Lazio ha deciso di abbracciare questo pacchetto completo senza riserve o paure. A spazzare via le nubi di radiomercato e le fisiologiche speculazioni sul futuro della panchina biancoceleste è intervenuto direttamente Angelo Fabiani. Il direttore sportivo laziale, ai microfoni di Sky Sport, ha tracciato una linea netta, blindando la posizione di Maurizio Sarri con parole che sanno di investitura definitiva.
L'elogio del conflitto e il contratto blindato: Fabiani giura amore a Sarri, "il Sarrismo è anche questo"
La mossa più rumorosa, paradossalmente, è avvenuta nel silenzio degli uffici. Fabiani ha infatti svelato un retroscena contrattuale dal forte peso simbolico: la dirigenza ha deciso di eliminare l'anno di opzione originariamente previsto nell'accordo (che era strutturato su un biennale più uno), trasformandolo di fatto in un patto solido e senza vie di fuga condizionate. "Abbiamo tolto quell'opzione sia a lui che allo staff proprio perché crediamo nel progetto di Sarri", ha sentenziato il dirigente. "Questo nuovo percorso l'abbiamo iniziato con lui e vorremmo finirlo con lui". Una mossa che cancella la precarietà e consegna all'allenatore toscano le chiavi del progetto sportivo.
Ma il passaggio più affascinante dell'intervento di Fabiani è quello dedicato alla gestione umana e ambientale. Sarri è un uomo che non fa sconti, capace di punzecchiare la società e di innescare cortocircuiti mediatici pur di tenere la corda sempre tesa. Un modus operandi che la Lazio ha imparato non solo a tollerare, ma a codificare come strumento di crescita. "I rapporti belli sono anche quelli conflittuali, mantengono in vita il rapporto", ha chiosato magistralmente il direttore sportivo.
Quella che dall'esterno può sembrare una frattura o una perenne insofferenza, all'interno dei cancelli di Formello viene vissuta come un volano per non abbassare mai la guardia. "Prendo questo modus che abbiamo noi e che ha Sarri di manifestare come un rapporto teso a migliorare, a spronare. La vogliamo chiamare critica costruttiva? Chiamiamola così". Nulla di nuovo sotto il sole, dunque. La Lazio ha capito che per godere dell'estetica del Sarrismo bisogna accettarne anche i fulmini. Perché, come ricorda Fabiani, "il Sarrismo è anche questo".
Andrea Alati
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