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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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L'addio di Conte: Adl ha smascherato il vero motivo della sua fuga da Napoli

Lui dice di non essersene andato per un "ridimensionamento" nel progetto, dichiarazione candidamente smentita da De Laurentiis.

L'addio di Conte: Adl ha smascherato il vero motivo della sua fuga da Napoli
NAPLES, ITALY - JUNE 26: Antonio Conte new SSC Napoli head coach and Aurelio De Laurentiis SSC Napoli president during SSC Napoli new manager unveiling on June 26, 2024 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Antonio Conte se n'è andato, ha tagliato la corda quando ha capito che l'anno prossimo avrebbe dovuto lavorare con la stessa squadra di quest'anno e che dal mercato sarebbero arrivati solo alternative simili ad Alisson Santos e Giovane, cioè ragazzi da migliorare e con i quali riuscire a fare plusvalenza.

E' scappato quando il patron gli ha detto: "Non siamo il Real o il Psg. dobbiamo rispettare il budget"

Le parole di De Laurentiis in conferenza stampa sono state chiarissime: il Napoli non può rischiare il default per mettere a disposizione di un allenatore risorse che ormai nessuna società può più utilizzare per rinforzare l'organico. E' giusto fare un recap al tecnico salentino: nelle ultime due stagioni il club azzurro ha investito 420 milioni di euro per l'acquisto di calciatori (225 milioni incassati dalle cessioni) e adesso bisognerà investirne altri 90 per i riscatti obbligatori. Spese folli ed alle quali bisognerà reagire con una politica di spending review con la quale Antonio Conte non intendeva confrontarsi, perché per uno come lui, abituato a vincere con calciatori da centinaia di milioni di euro e che percepiscono dai 10 milioni di stipendio in su, avrebbe dovuto dimostrare di essere bravo con un gruppo di ragazzi interessanti. E forse, i suoi difetti sarebbero venuti a galla sotto gli occhi di tutti. Lui dice di non essersene andato per un "ridimensionamento" nel progetto, dichiarazione candidamente smentita da De Laurentiis. "Un mese fa mi ha chiamato - ha riferito il patron - e mi ha detto 'possiamo incontrarci?'. Caro Aurelio siamo amici, lo siamo dai tempi delle Maldive quindici anni fa. Gli ho detto: i cicli finiscono anche anticipatamente, questa è casa tua, ma se non ti senti più sereno con una modalità di campionato che il Napoli ti costringe a fare in un certo modo, allora ti capisco. Perché è giusto ricordare che il Napoli non è il PSG o il Real o il Barcellona o le squadre inglesi o il Bayern: noi dobbiamo rispettare determinati budget e non possiamo andare oltre". Chiaro no? Conte, che ha rotto con tutto l'ambiente Napoli, ha preferito stracciare il contratto, piuttosto che confrontarsi con un metodo di lavoro che non gli garantirebbe la certezza della competitività. E stavolta De Laurentiis non lo ha inseguito per fargli cambiare idea. Anzi...
Raffaele Auriemma · Redattore