Juventus, porte girevoli in estate: Di Gregorio sotto esame, da Vicario a Carnesecchi la nuova mappa dei portieri
Il problema, a Torino, non viene ridotto a una singola prestazione. È una valutazione più ampia, che intreccia rendimento, personalità e prospettive a lungo termine.
PESCARA, ITALY - AUGUST 03: Michele Di Gregorio of Juventus FC in action during the Pre-season Frienldy match between Juventus FC and Brest at Stadio Adriatico Giovanni Cornacchia on August 03, 2024 in Pescara, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)
La questione non è solo tecnica, è diventata strutturale. La Juventus riflette sul proprio futuro tra i pali e lo fa con una consapevolezza crescente: il ruolo del portiere tornerà centrale nel mercato estivo 2026.
Juventus, porte girevoli in estate: Di Gregorio sotto esame, da Vicario a Carnesecchi la nuova mappa dei portieri
Dopo settimane complicate, Michele Di Gregorio è finito inevitabilmente al centro del dibattito. Le parole di Luciano Spalletti, nel post Juventus-Como, hanno cercato di alleggerire il peso delle responsabilità: "Abbiamo prima sbagliato il passaggio all’indietro… lui è responsabile come tutti gli altri". Una difesa pubblica che però non cancella una sequenza di episodi pesanti: dall’autogol nato a San Siro contro l’Inter al tiro di Vojvoda allo Stadium, fino ai cinque gol incassati a Istanbul contro il Galatasaray.
Il problema, a Torino, non viene ridotto a una singola prestazione. È una valutazione più ampia, che intreccia rendimento, personalità e prospettive a lungo termine.
Di Gregorio e il futuro: una fiducia che vacilla
La Juventus non ha individuato nel portiere l’unica causa del recente calo, ma è evidente che qualcosa si sia incrinato. Di Gregorio resta un profilo giovane, con margini, ma in un club che vive di ambizioni europee la stabilità tra i pali è un requisito imprescindibile.
Parallelamente, si aprono altri scenari: Mattia Perin vuole tornare protagonista altrove, mentre Carlo Pinsoglio valuta il ritiro. Due possibili addii che costringono la dirigenza a ragionare su una rifondazione completa del reparto.
Non un semplice cambio di titolare, ma una doppia operazione.
La prima scelta: Vicario o Carnesecchi
In cima alla lista ci sono due nomi che raccontano un’idea precisa di portiere moderno, affidabile e già rodato ad alto livello.
Guglielmo Vicario
Guglielmo Vicario
Reduce dalla vittoria dell’Europa League con il Tottenham, Vicario è un profilo che unisce esperienza internazionale e leadership. A quasi trent’anni sente il richiamo dell’Italia, anche per restare centrale nel giro della Nazionale. Il contratto con gli Spurs scade nel 2028, ma la volontà del giocatore potrebbe aprire uno spiraglio.
La valutazione si aggira intorno ai 30 milioni. Una cifra importante, ma compatibile con l’idea di affidargli la porta per un ciclo medio-lungo. Attenzione però alla concorrenza dell’Inter, che osserva in prospettiva dopo Sommer.
Marco Carnesecchi
Marco Carnesecchi
Più giovane, ma già leader. Carnesecchi si è consolidato come uno dei portieri più affidabili della Serie A, con esperienza europea e personalità crescente. L’Atalanta lo valuta tra i 30 e i 40 milioni, cifra che impone riflessioni di bilancio.
La Juventus lo considera una prima scelta al pari di Vicario. È il profilo “da salto definitivo”, quello su cui investire per costruire una stabilità pluriennale. Ma tutto dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League: senza quei ricavi, l’operazione diventerebbe complessa.
Le alternative: Provedel e il mercato delle seconde linee
Se per il numero uno si ragiona su nomi di prima fascia, per il ruolo di secondo portiere il ventaglio è ampio. L’addio probabile di Perin apre a una figura affidabile, pronta a giocarsi il posto in caso di necessità.
Tra i profili monitorati c’è Ivan Provedel, portiere della Lazio, apprezzato per continuità e personalità. Piace anche il suo ex compagno Christos Mandas, oggi al Bournemouth, così come Wladimiro Falcone del Lecce.
Completano il quadro Federico Ravaglia del Bologna, Lorenzo Montipò del Verona ed Emil Audero della Cremonese, cresciuto nel vivaio bianconero e con esperienza da dodicesimo in una grande come l’Inter.
Sono nomi diversi per età, costo e prospettiva, ma accomunati da un requisito: affidabilità immediata.
Una scelta che definisce l’identità
La Juventus sa che il portiere non è l’unico nodo di questa stagione, ma è forse il più simbolico. Dopo anni di certezze assolute nel ruolo, il club si ritrova a dover ridefinire gerarchie e leadership.
Non si tratta solo di parate, ma di carisma, gestione dei momenti, capacità di guidare la linea difensiva. È una questione di identità.
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