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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Juventus, allarme numeri: tra Tudor e Spalletti è il rendimento più basso degli ultimi 15 anni

Per trovare un andamento peggiore bisogna tornare indietro alla stagione 2010-11, quando sulla panchina bianconera sedeva Gigi Delneri e la squadra faticava a costruire una vera identità.

Juventus, allarme numeri: tra Tudor e Spalletti è il rendimento più basso degli ultimi 15 anni
FLORENCE, ITALY - NOVEMBER 22: Head coach Luciano Spalletti manager of Juventus FC looks on during the Serie A match between ACF Fiorentina and Juventus FC at Artemio Franchi on November 22, 2025 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
La classifica parla con chiarezza e, al di là delle percezioni, restituisce l’immagine di una stagione complicata. Dopo trenta giornate la Juventus ha raccolto 54 punti, un bottino che rappresenta il dato più basso degli ultimi quindici anni.

Juventus, allarme numeri: tra Tudor e Spalletti è il rendimento più basso degli ultimi 15 anni

Per trovare un andamento peggiore bisogna tornare indietro alla stagione 2010-11, quando sulla panchina bianconera sedeva Gigi Delneri e la squadra faticava a costruire una vera identità. L’inizio della gestione di Luciano Spalletti aveva acceso aspettative diverse. Il cambio dopo l’uscita di Igor Tudor, preceduto dal breve passaggio di Massimo Brambilla, aveva portato una scossa. Per alcune settimane la Juventus era sembrata più ordinata, più coraggiosa nel possesso e capace di sviluppare trame convincenti. Anche Jonathan David, al centro di grandi aspettative, aveva iniziato a offrire segnali incoraggianti. Poi, però, il rendimento si è nuovamente appiattito e la sconfitta contro il Sassuolo ha riportato a galla tutte le fragilità. "Sembrava una squadra ritrovata, invece restano troppi vuoti", è la sensazione che accompagna l’analisi del momento bianconero. I numeri, in questo senso, non lasciano spazio a interpretazioni: la Juventus attuale è lontana non solo dalle versioni dominanti del passato, ma anche da quelle semplicemente competitive degli ultimi anni. Un confronto che pesa Il dato dei 54 punti assume un peso ancora maggiore se confrontato con le stagioni precedenti. Anche l’anno scorso la squadra non aveva brillato, ma alla stessa altezza del campionato i punti erano comunque 55. Negli anni dell’Allegri-bis, invece, la Juventus aveva mantenuto una sorprendente costanza, fermandosi sempre a quota 59 dopo trenta giornate. Numeri non sufficienti per vincere lo scudetto, ma comunque superiori all’attuale rendimento. Ancora più netto il divario con i cicli vincenti. Nei periodi migliori, la Juventus viaggiava su ritmi completamente diversi. Le squadre guidate da Antonio Conte e da Massimiliano Allegri arrivavano a sfiorare o superare quota 80 già alla trentesima giornata, costruendo i successi con una continuità che oggi appare lontana. L’ultimo titolo, conquistato nel 2019-20 con Maurizio Sarri, era stato costruito su 75 punti dopo trenta partite, un margine che consentiva di gestire il finale con maggiore tranquillità. Da allora la discesa è stata graduale ma costante. Andrea Pirlo, nella stagione successiva, aveva comunque toccato quota 62, mentre negli anni seguenti la Juventus non è più riuscita ad avvicinare quei livelli. Le ragioni di una stagione complicata Le cause del rendimento deludente sono diverse e si intrecciano tra loro. Il mercato estivo ha lasciato alcune lacune, con ruoli coperti in modo ridondante e altri rimasti scoperti. A questo si è aggiunta una partenza di stagione senza la necessaria continuità, quando la squadra guidata da Tudor non è riuscita a trovare una linea tecnica stabile.
Andrea Fiorentino · Redattore