Inter, Marotta inaugura la festa scudetto: “Il primo da Presidente ha un sapore diverso, resta grande amarezza per l’inchiesta”
Il Presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, è intervenuto ai microfoni di DAZN, subito dopo la gara contro il Parma, che difatti ha consegnato ufficialmente lo scudetto ai nerazzurri.
Il Presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, è intervenuto ai microfoni di DAZN, subito dopo la gara contro il Parma, che difatti ha consegnato ufficialmente lo scudetto ai nerazzurri.
Inter, Marotta inaugura la festa scudetto: “Il primo da Presidente ha un sapore diverso, resta grande amarezza per l’inchiesta”
Questo quanto evidenziato dal Presidente nerazzurro: “Il primo scudetto da presidente ha un sapore diverso, è un sogno che si è realizzato. Non avrei mai immaginato di vincere lo scudetto da presidente. Il primo ringraziamento va ai presidenti che mi hanno preceduto che sono stati fonte di ispirazione. Tra poco commemoreremo la scomparsa di Pellegrini. Questi stupendi tifosi che sono stati grandiosi, la nostra proprietà che ci ha fatto lavorare in tranquillità con una delega ampia. Questo è lo scudetto di Chivu e della squadra. La risoluzione consensuale con Inzaghi e avvenuta lunedì e martedì noi avevamo già deciso di puntare su Chivu. Lo abbiamo fatto col coraggio, ma coraggio ponderato. Chivu aveva dalla sua un curriculum da giocatore vincente, è stato capitano nell'Ajax a 21 anni, è stato allenatore vincente nel settore giovanile dell'Inter e poi la breve esperienza al Parma. Sono tutti elementi che hanno portato noi a decidere tranquillamente, l'unica cosa che gli poteva mancare era l'esperienza e noi abbiamo supportato questa unica lacuna, per il resto lui ha grandissime qualità. Per il resto potrà e dovrà stare all'Inter tanti anni.
Mercato? Parliamo spessissimo, quindi si parla di tutto. Ora non è il momento e non è giusto che lo faccia io, ma abbiamo le idee molto chiare su come agire, grazie anche al contronto che abbiamo avuto e avremo con la proprietà che poi ci detterà dal punto di vista economico le linee guida. Però io sono molto fiducioso perché questo é un gruppo consolidato, come il fatto di avere uno zoccolo duro di italiani. Dobbiamo continuare anche da questo punto di vista e vedere quali sono i migliori talenti italiani. Bastoni? Ha fatto vedere di essere una sicurezza. Implementare la rosa con qualche giovane italiano? Sì, ma non in modo totalitario. Punteremo anche su giocatori stranieri con una certa esperienza, si sa che con i giovani non si vince, bisogna trovare il giusto mix con calciatori di grande esperienza che hanno una qualità, portare la cultura della vittoria. Palestra? E un giocatore di grandissimo avvenire.
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